Articoli con tag configurazione sociale

Cultura digitale della PA bolognese

Una cittadina-utente bolognese aspetta una risposta, dal 25 Settembre, a un reclamo inviato all’Ufficio Relazioni con il Pubblico – via Web.

Se ci fosse una risposta – collaborativa, come il documento sopra proposto abilita a fare – potremmo dire che alla PA-utente bolognese interessa capitalizzare la conoscenza che si può acquisire gestendo relazioni.

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Oltre il Barcamp? Si può??

di Luigi Bertuzzi

Ho commentato Aziende Gnamme, di Marco Dal Pozzo, che offre un resoconto ragionato di un intervento al VeneziaCamp.

Anche se estraneo a esperienze di Marketing, mi son fatto l’impressione, dalla conversazione avviata sul Blog di Marco, che un dialogo brand – utente possa essere efficace solo se, dal lato utente, c’è un ambiente utente.

Credo che chiarire cosa intendo richieda la gestione di un Tema (nel senso di Topic), da proporre il 6 Novembre allo User Camp, NON come una presentazione, ma come una simulazione di “meeting aziendale”; ho iniziato a tener traccia, via Twitter, di cosa faccio per cercare di materializzare il mio proposito.

Il Tema da proporre, via User Camp Wiki, potrebbe essere:

Ambienti che abilitano l’UTENTE.
Passato – Presente (ovvero l’anello mancante)- FUTURO??

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Finalmente un Barcamp RELATIVO A … l’utente!

di Luigi Bertuzzi

Segnalo un’iniziativa in un luogo a me molto caro: USER CAMP – Salva l’utente che è in te!.

Ho letto la presentazione dell’iniziativa con interesse misto a sfiducia. No, caro Gigi che mi ospiti sul tuo Blog, non lo dico per negativismo. Lo dico perché .. per me .. USER CAMP può voler dire solo USER RELATED CAMP. L’inglese fa pensare che si tratti di un Camp degli Utenti. Non può esserlo, se prima non si fa chiarezza sul concetto di Utente.

Nella presentazione si parla di trasferimento di conoscenza, quindi .. per me .. questo Camp è una conferenza .. mentre dovrebbe essere una non conferenza.

Per me, se potessi considerarmi utente, il trasferimento di conoscenza non può avvenire se non posso muovermi in un ambiente che abilita un processo di acquisizione (di conoscenze).

Per acquisire conoscenze ho bisogno di muovermi in un ambiente che .. (qui di seguito una bozza 0.1 di descrizione) .. permette di individuare, selezionare e integrare informazioni ed esperienze, in modo coerente con la mia personale capacità di farmi un’opinione, esprimere un giudizio, prendere una decisione.

Resto a disposizione per fare evolvere il mio tentativo di descrivere un ambiente utente.

Grazie per l’ospitalità :-) e buon lavoro con il Venezia camp 2009.

Luigi

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Automobilista in..ca..to con URP digitale Bologna

La presenza Web di un Ufficio Relazioni con il Pubblico potrebbe essere un nuovo tormentone per la serie Automobilista Incazzato – dell’ottimo Gioele Dix?

17 Marzo – figlio in arrivo da Madrid – deve andare a Bologna in serata con la mia macchina; lo avverto dell’esistenza di ZTL (Zona Traffico Limitato) e controllo orari sul Web:

Messaggio URP Digitale: Dopo le 20 si entra in ZTL (se non leggi "schede" .. i cacchi son tuoi e il comune cucca 92 €)

Messaggio URP Digitale: Dopo le 20 si entra in ZTL (se non leggi "schede" .. i cacchi son tuoi e il comune cucca 92 €)

18 Maggio – un verbale di accertamento di violazione – con tanto di foto targa della Punto scaricabile da sito Web dedicato – m’informa che: alle 23:42 del 17 Marzo la Punto è transitata per il Varco 18 di Sirio/Rita (Via Ugo Bassi) senza accorgersi .. – davanti a una strada deserta, data l’ora  – in assenza di segnaletica tipo divieto di transito o senso unico o corsia preferenziale – forte dell’informazione di un “papi all’antica ma .. più per il digitale che per le 18enni” … dell’esistenza di una (micro) Zona T in cui NON SI ENTRA dalle zero alle ventiquattro.

La zona è tanto “micro” che per esserne edotti via Web ci si deve disturbare fino a cliccare sull’ultima parola dell’informativa URP Digitale .. oppure .. bisogna aver voglia – a mezzanotte – in un centro città deserto – di mettersi a leggere messaggi testuali che – anche se luminosi – somigliano per niente a una segnaletica stradale.

Tornando all’URP Digitale – che di questi tempi dovrebbe essere una Hot Topic – ho controllato “l’esperto risponde”: non è previsto che ci si possa sentire vittime di una trappola informativa, dovuta alla qualità del sito web.

Ho cliccato su contatti e ho esposto il caso, ipotizzando di presentare Ricorso per i sopra citati motivi.

Naturalmente mi aspetto un ringraziamento per aver segnalato il problema, permettendo all’URP digitale di adeguarsi alle aspettative dell’utente; in cambio, per rimuovere la mia impressione di essere stato preso in trappola, mi faranno senz’altro cancellare la multa.

Voi che dite? M’illudo di parlare a un URP 3.0 .. vero?

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IL MENEFREGHISMO CHE CI FREGA

Titolo: visto 36 anni fa in Costiera Amalfitanascritto su un cassonetto – ma ancora quasi ignorato sul Web e largamente snobbato dagli OTTIMISTI

Post: motivato dalla lettura di un Tweet di Stexbell e dal video con audio italiano The Machine is Us, via Webeconoscenza qui e qui

OBIETTIVO:
CONTRIBUIRE alla descrizione di un CASE STUDY per il Barcamp Intercultur@2009, cioè alla ..
descrizione di una situazione o di un problema reale che contenga sufficienti informazioni
per consentire ai partecipanti di formulare delle ipotesi o trovare una soluzione al problema.
Può essere il punto di partenza per attività individuali o di gruppo,
per formulare delle ipotesi o prospettare una soluzione al problema.

(FORSE) Abbiamo fatto la Macchina (Computer) a immagine e somiglianza di come (NOI) vorremmo essere.

Macchine diverse dialogano e interoperano, anche quando parlano lingue diverse, negoziando un protocollo comunicativo comune, oppure attraverso un’Interfaccia (Gateway).

L’evoluzione della Macchina, in termini di prestazioni comunicative, sta raggiungendo il livello 3.0.

E NOI, Persone, in termini comunicativi, a che livello siamo?

Da giovani, all’Università, siamo Persone 0.0 (senza voce in capitolo).

All’ingresso nel mondo del lavoro diventiamo, e per lo più restiamo, Persone 1.0 (portatrici del pensiero del Capo, cioè? … gestori del nostro Sistema Paese?).

La maturità professionale ci può permettere, se siamo fortunati, di diventare Persone 2.0, cioè ..

  • CAPACI di collaborare e di fare lavoro di gruppo .. ma ..
  • INCAPACI di superare limiti compartimentali, presenti non solo negli ambienti in cui lavoriamo ma, quasi automaticamente, anche in noi stessi
    (i miei esempi? la defunta “industria informatica europea dei Sistemi Aperti”; le inconcludenti “azioni comunitarie avviate a fine anni ‘80 per una Società dell’Informazione e della Conoscenza”; noi stessi .. come ci siamo in/evoluti durante i miei personalissimi 40 anni di Laurea)

Solo nella terza età .. “possiamo dire tutto quello che vogliamo” …, come ho sentito affermare Andrea Camilleri (qui le sue significative pagine Web su Stato e Linguaggio).

Dicendo quello che vogliamo - anche se fuori dal coro - potremmo sperare - forse in extremis - di ..

Qualcuno se la sentirebbe di discutere (NON DI … “FARCI UNA PRESENTAZIONE” .. QUANDO MAI?) cose DI QUESTO TIPO al Barcamp Intercultur@2009?

Chi vuole contribuire a dare un sensoa livello comunicativo – all’espressione essere una Persona 3.0 … o a trovarne altre .. di espressioni .. che rendano meglio l’idea (interculturale IMHO) qui esposta al meglio delle mie capacità? Qualcuno offre di più?

Forse, se volessimo mai arrivare ad essere migliori delle Macchine, dovremmo realizzare un’Interfaccia 3.0, cioè un Presentation Gateway .. cioè un … MahnahMahnah!

(la questione non è .. cosa è un MahnahMahnah? .. la questione è: “frega qualcosa a qualcuno?” ..)

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Impotentia-comunicandi-3.0 chiama Barcamp-innovatori-PA (parte terza)

Appunti per la parte quarta di questo post (da pubblicare).

parte seconda – su Webeconoscenza

Immaginare la “PA digitale” come un supercomputer di 40 anni fa; vederla inizialmente “limitata alla nuda capacità di elaborazione (burocratica)”, priva di capacità gestionali “di rete”.

Immaginare una “Comunità di Cittadini 2.0″, aggregata dal bisogno di condividere l’accesso a una prima forma di PA digitale, proprio come la comunità dei fisici del CERN si è aggregata pe condividere l’accesso ai primi “number cruncher”, con i loro sistemi operativi rudimentali.

Notare che, in 20 anni di uso dei supercomputer, una comunità di utenti ha ottenuto un risultato innovativo – inventando il Web – che nessuna impresa informatica si è mai sognata di ottenere (mettendo in crisi perfino il grande Bill Gates).

Notare inoltre che, in 20 anni d’uso del Web, nulla di simile è accaduto a una comunità di cittadini, utenti della PA.

Percepire e far comprendere il razionale implicito negli appunti precedenti .. producendo un documento di lavoro con contributi “inter” (culturali – settoriali – disciplinari) .. dal titolo EPHOS (European Practice Horrors for Open Systems) .. che evidenzi la necessità di un nuovo sistema comunicativo interpersonaleMEMO: postare foto con caption: The European Open System Plot, fertilized by 26 years of Top Management crappy decisionmaking, waiting for the Turning Point – il Turning Point è simboleggiato dalla cima del Monte Framont, inquadrato sullo sfondo della Webcam di Voltago Agordino.

Chiedersi quindi .. COME .. il gruppo Innovatori PA potrebbe assume un ruolo di “interfaccia 3.0″, tra la PA-che-vuole-evolversi-in PA-digitale e una comunità di Cittadini-che-vogliono-assumere-comportamenti-2.0 … tra loro stessi e con una PA Digitale.

Un esempio di “interfaccia 3.0″ potrebbe essere il “Supporto Utenti” del CERN. C’è un problema: quel tipo d’interfaccia deve far parte dell’assetto organizzativo della comunità di utenti/cittadini; non può essere un forma di “URP digitale”.

Il sottoscritto – aka “nonno trepuntozero” – candida la cittadinanza di Voltago Agordino a fornire contributi per arrivare ad individuare, scegliere ed integrare le componenti organizzative di una soluzione adeguata per lo sviluppo di un’interfaccia PA2C 3.0.

Nella parte quarta di questi appunti si potrebbe impostare la descrizione del razionale che mette in relazione la parte seconda con i seguenti temi, indirizzati dagli interventi del Barcamp Innovatori PA del 13 Maggio 2009:

  1. l’approccio normativo (la lezione non appresa della mancata gestione degli Standard Funzionali dell’ICT)
  2. l’ambizione / illusione di “mettere i cittadini al centro” (la cattiva coscienza degli slogan fasulli)
  3. il coordinamento interno (intranet 2.0) “prima” di quello esterno (no comment)

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Parte seconda di "Bozza d’istanza di cittadinanza virtuale" da indirizzare alla PA regionale, provinciale e locale.

di Luigi Bertuzzi @ w2wai.netParte prima

In attesa di raccogliere interesse e collaborazione alla formulazione e all’indirizzamento dell’obiettivo di questa bozza d’istanza di cittadinanza digitale .. da ampliare e completare .. ho inserito il seguente contributo, all’idea di questo post, in una pagina del sito Provincia di Belluno, dedicata agli strumenti per la partecipazione, accessibile solo previa registrazione ..

Il progressivo superamento del tradizionale “divario tecnologico”, che divide chi ha accesso facilitato a Internet da chi non l’ha, sta lasciando il posto a un nuovo divario, di tipo comunicativo, tra chi ha una cultura digitale e chi non l’ha, paradossalmente individuabile anche tra chi usa il Web per popolare le ben note Reti Sociali.

Il sottoscritto, cittadino di Voltago Agordino dal 1992, pensionato da tre anni, trova impossibile avviare “iniziative dal basso” che, per decollare, richiedono una capacità di dialogo “paritetico” tra interlocutori divisi da cultura, localizzazione territoriale, interessi, età, professione, eccetera …

Questo tipo di dialogo è “tecnologicamente” possibile; non è invece ancora praticabile “socialmente”.

Le prossime azioni comunicative, a livello istituzionale, potrebbero indirizzare questo aspetto partendo (mi sembra) da una definizione partecipativa del problema che qui si cerca di abbozzare nello spazio di un commento.

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Cittadino virtuale fa rispettosa RICHIESTA DI UDIENZA alla PA reale della Regione Veneto. Parte prima.

Il sottoscritto …….., residente nel mondo reale a ………, nato a ….. il …….., proprietario di un dominio in rete, inteso come luogo in cui intende acquisire un’identità di cittadino virtuale, segnala l’impossibilità a procedere, in tale intento, per mancanza di adeguati interlocutori virtuali, sia nel settore pubblico che nel settore privato.

Tale impossibilità, e il danno alla cittadinanza che essa ha già prodotto e produrrà ancora, in termini di capacità creativa delle persone, quindi in termini di innovazione, richiedono la revisione (in un’ottica da cittadino) e l’attuazione (con il coinvolgimento proattivo del cittadino) dei provvedimenti previsti dal modello A2C (Administration2Citizen)fonte: commento di Massimo Melica al seguente post sulla rete sociale Innovatori …

 Cittadino virtuale fa rispettosa RICHIESTA DI UDIENZA alla PA reale della Regione Veneto. Parte prima.clipped from innovatori.ning.com
art. 2 (Finalità e ambito di applicazione) del Codice dell’Amministrazione digitale (Decreto legislativo 5 marzo 2005, n. 82) che recita al primo comma:
1. Lo Stato, le Regioni e le autonomie locali assicurano la disponibilità, la gestione, l’accesso, la trasmissione, la conservazione e la fruibilità dell’informazione in modalità digitale e si organizzano ed agiscono a tale fine utilizzando con le modalità più appropriate le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
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Un grazie a Gigi Cogo per l’opportunità di pubblicare sul suo Blog .. con il dovuto rispetto e la preghiera di contribuire a indirizzarne contenuto e obiettivo .. questa bozza d’istanza di cittadinanza digitale .. da ampliare e completare progressivamente.

(Continua …)

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