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Posts Tagged ‘economia’:


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Innovazione

Attentissimo a non cadere nella banalità dei luoghi comuni, ribadisco quello che ho più volte affermato: http://www.webeconoscenza.net/2010/02/19/innovazione/. Nel nostro paese, ancora una volta, sta montando la protesta sull’Agenda Digitale, sulla Banda Larga e su altre GIUSTISSIME rivendicazioni. Poi leggo gli approfondimenti in rete e rimango basito. Tutti argomentano e fanno esempi tecnologici, digitali, molto spesso legati al web e alle tecnologie ad esso collegate. Per carità c’è molta innovazione nel digitale, ma per far ripartire un paese come il nostro bisogna rinnovare la cultura dell’organizzazione, i processi produttivi e la sostenibilità sociale dei nuovi rapporti fra prestatore d’opera e committente. Ecco un esempio, AL NETTO DELLA COMPLESSITA’ SOCIALE E POLITICA CINESE. Ovvero un grattacielo di 30 piani in 360 ore (15

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Diamo i numeri

Credo che il video nel quale Oscar Giannino “da i numeri“, sia uno dei più cliccati e visualizzati negli ultimi giorni. Se la matematica non è un opinione, come dar torto a Giannino. Mah, c’è un mah!. Che certezza abbiamo delle fonti? Nel senso: di quali dati sta parlando e, soprattutto, come li ha avuti e da chi li ha avuti e che algoritmi ha usato per il “criterio in euro con cambio reale con deflattori dentro” ?????? Le fonti da lui citate nello speech sono la Banca d’Italia e (sembra di capire) l’ISTAT per la parte di rivalutazione …… ??? Forse! Dunque siamo ammaliati dalla dialettica e dalla competenza. Certo, può essere sufficiente ai più ma, per uno che

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Del cane e della coda

Negli ultimi giorni ho partecipato a una nutrita serie di incontri di lavoro, quasi tutti con delle code interessanti (insomma, chiacchere, considerazioni, visioni, critiche, ecc.). Il bagaglio che mi son portato a casa non è dei più leggeri e devo dire che, se non correlate fra di loro, molte considerazioni, nonchè narrazioni e visioni su progetti che mi coinvolgono, mi hanno lasciato un po’ di amaro in bocca. La faccio breve. Ho sempre sostenuto, e insegnato, che bisogna intercettare i bisogni e dimostrare i vantaggi, in ogni cosa che si propone: prodotto, progetto, azione, iniziativa, ecc. Il successo dipende molto da questa presa di coscienza e un vecchio proverbio a supporto, dice: “nemmeno il cane muove la coda per niente”.

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Il vantaggio collettivo

C’è un proverbio che cita: “nemmeno il cane mena la coda per niente“. Lo utilizzo spesso nelle mie lezioni quando introduco il tema dei vantaggi. E cito sempre la percezione del vantaggio come il motore dell’innovazione. A dire il vero, proprio perché le mie lezioni vertono sulle nuove tecnologie, andrebbe citato anche l’aforisma di Ford: “C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti“. Ma restiamo al tema del vantaggio e proviamo a dividerlo in due grossi tronconi, quello individuale e quello collettivo. E proviamo a riflettere sulla percezione che abbiamo noi italiani di quello collettivo. Gli spunti per una riflessione potrebbero essere individuati nella rubrica di Serra sul Venerdì di Repubblica di questa settimana

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Manovra finanziaria

Visto che personaggi del tipo di Tremonti (leggere qui) e Calderoli possono ergersi a economisti di spessore internazionale, credo non ci sia nulla di male se un incapace di intendere e di volere, come il sottoscritto (per lo meno da un punto di vista economico-finanziario),  prova a dilettarsi in un esercizio come quello sotto riportato, ovvero 10 punti per una manovra finanziaria: Abolire le regioni autonome (ricondurle allo statuto ordinario) e le provincie Abolire le partecipate pubbliche Dimezzare il numero dei parlamentari e il loro stipendio Introdurre il sistema contributivo per le pensioni dei parlamentari e degli amministratori pubblici Adeguare la tassazione sulle rendite finanziarie al resto d’Europa Impedire ai dipendenti di rientrare in servizio come consulenti della propria azienda dopo

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La locomotiva d’Europa

Vi ricordate quando il Nord Est veniva chiamato la Locomotiva d’Europa? E il modello Baviera, ve lo ricordate? Come no….era ieri, non più di 10 anni fa. Bene, ora la Demos ha svolto un indagine per il quotidiano del Nord Est, il Gazzettino. Un indagine sulle ferie dei nordestini. C’è da rimpiangere la balena bianca che ha governato per 40 anni queste lande nebbiose ed operose. Quasi il 50% degli intervistati resterà a casa per ragioni economiche. E la locomotiva, chi la guida? Tweet

 
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Economia spicciola

Certo il momento non è quello adatto per fare elucubrazioni di economia spicciola e qualunquismo becero, ma la riflessione mi viene spontanea come conseguenza di una scenetta mattutina. La scenetta non ha nulla a che fare con il tema del razzismo, bensì con quello della prepotenza di certi “non mercati” che, qui nel veneziano sono ormai IL SISTEMA: Autobus di Mestre, salgono una decina di cinesi con dei valigioni galattici che sanno ancora di naftalina, anzi sanno proprio schifosamente di naftalina al punto che impregnano tutto l’autobus (non ho la minima idea di cosa contengano, ma sono pesantissimi). I cinesi piazzano i 10 valigioni un po’ dappertutto e ignorano bellamente l’area dedicata alle valigie che, sulla linea 4L per Venezia,

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Decrescita a chilometro zero

Succede che abbiamo deciso di liberarci anche della caffettiera elettrica. E non sarà l’ultimo gingillo inutile che verrà soppresso, piuttosto che regalato o riciclato. Abbiamo iniziato dalla seconda macchina, e da quel giorno proviamo a proseguire sulla strada della decrescita consapevole. Succede allora che dobbiamo riesumare le vecchie caffettiere, ben tre che in casa erano rimaste nascoste in qualche angolo della cucina e che ora son pronte a rientrare in servizio, da riserviste esperte. Succede che, ovviamente, le guarnizioni e i filtri son da cambiare perchè compromessi dopo anni di mancato utilizzo. Succede che andiamo in un centro specializzato in ricambi e quello che vediamo è un paradiso di macchinette inutili e ingombranti. La prima osservazione riguarda le capsule del

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Non sono un economista

Ovvero, alle superiori ho anche studiato da ragioniere :-), ma mi sembra davvero troppo poco per poter pontificare sull’Economia degli Open Data. Eppure anche ieri, durante e a latere il convegno di Bari, in molti mi hanno chiesto quali siano i reali vantaggi per l’economia derivanti dalla liberazione dei dati da parte della Pubblica Amministrazione. Dunque, torno sul tema dopo qualche mese. Per capire meglio l’impatto economico, dobbiamo prima fotografare i costi, la sostenibilità, lo sviluppo, la manutenzione e tutto quello che sta dietro un SERVIZIO ON LINE della pubblica amministrazione. Quasi tutte queste azioni sono a completo carico della Pubblica Amministrazione, dunque di tutti noi contribuenti. Certo, la Pubblica Amministrazione per svolgere queste azioni si rivolge al mercato attraverso gare,

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Crescere meno, crescere meglio.

Published on 9 marzo 2011 by in conoscenza, My Life

Su questo spazio si è argomentato spesso, anche se in modo sintetico e banale, sulla decrescita. Wikipedia dice che la decrescita è”….basata su principi ecologici, biologici, sociali e culturali, che prefigurano un nuovo paradigma di civiltà, in contrapposizione con quelli che regolano i sistemi vincolati alla crescita economica.” Con la benzina alle stelle, con flussi migratori di massa che testimoniano gli scompensi economici e, soprattutto, solidali. Con la miopia dei capitalisti che puntano ancora allo spreco come volano per la produzione con, con, con…… Ebbene si, anche con la nostra imperterrita ricerca di una crescita social/digitale, dove crediamo di andare? Giorgio, proprio oggi mentre cazzeggiavo su FF, mi condivide e mi chiede di diffondere questo incontro in programma a Trieste

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Competitività e crescita con i dati liberati

Negli ultimi mesi ho cercato di tradurre (nel senso letterale del termine) alcuni concetti e paradigmi sull’Open Government, provando poi a semplificare i testi elaborati in previsione di un trattarello più lungo che sto partorendo con notevoli sforzi, Il primo concetto propedeutico al ragionamento indicato già dal titolo di questo post, è quello esteso di Open Government, il secondo è quello di Governo 2.0. Entrambi indicano la strada chiara e irrinunciabile che dovrebbe portare le amministrazioni pubbliche a “fornire i dati in formato non proprietario”, dunque a liberarli. Per fare cosa? Partiamo proprio da questa domanda e dai percorsi possibili per indicare una risposta che convinca le amministrazioni pubbliche a prodigarsi in questa pratica. 1) Perchè? Negli ultimi mesi ho

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Modello di business

Ieri, Luca mi chiedeva quale fosse il modello di business indotto dalla liberalizzazione dei dati. Oggi risponde Vivek Kundra (U.S. Chief Information Officer) dal blog della Casa Bianca: “…From these datasets, citizens have developed hundreds of applications that help parents keep their children safe, let travelers find the fastest route to their destinations, and inform home buyers about the safety of their new neighborhood. Never before have people been so empowered with the information they need to make decisions every day….” Che tradotto alla bella e buona, cita più o meno così: Con questi dati i cittadini hanno sviluppato centinaia di applicazioni che aiutano i genitori mantenere i loro figli sicuri, permettono ai viaggiatori di trovare la strada più veloce

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Spiegazioni semplici

Published on 3 aprile 2010 by in politica

Perchè la Lega sfonda? Ci sono spiegazioni articolate, spesso riconducibili alla tattica politica e altre volte agli umori sociali. Ma, fra le più facili, ne indicherei una, invece, di tipo economico. Resta un dubbio. Come riuscirà, il maggior sponsor della Lega nella PDL, a garantire nei prossimi tre anni un buon baudget per tutti i ministeri, con delle entrate fiscali ai minimi storici e con un rapporto deficit/pil che, peggio di così, si è visto solo nel 1996? Anche volendola leggere con l’occhio degli ottimisti (di parte) la situazione è questa: “Le entrate, a loro volta, sono diminuite del 2%. Le imposte dirette su redditi e patrimoni hanno fatto segnare un calo del 7,1%, quelle indirette (come l’Iva e le altre imposte

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Il paese della cultura

Published on 6 marzo 2010 by in conoscenza, cultura

6 Marzo a Roma. Mancavano 4 (quattro) minuti alla fine dell’esecuzione: http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=93633&sez=ITALIA Tweet

 
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Life-stance

La primavera incita ai buoni propositi e, anche il bloggante, oggi ha rispolverato la bicicletta. Va precisato, per comprendere il contesto, che la follia incontrollata di qualche mediocre stratega prestato alla politica, ha consegnato alla città di Venezia (Mestre) un patchwork di piste ciclabili non connesse fra di loro, di dimensioni variabili, spessissimo interrotte, quasi mai usate (anzi usate come parcheggi provvisori o marciapiedi allargati),  assolutamente inesistenti nei punti strategici della città, ignorate dal nuovo piano per il tram, ecc. Combinando questa follia con il senso civico dei cittadini e degli ospiti (padroncini in primis) si ottiene una miscela di infrazioni e di mal costume che rendono vano ogni tentativo di decrescita. Chi, come il sottoscritto, crede fortemente nell’alternativa dei

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L’anti iPad

Questo cazzabubbolo mi intrigherebbe sicuramente. Peccato sia solo un concept, anche se di solito le visioni sono premonitrici :-) Tweet

 
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Economia a scuola

Un po’ eLearning, un po’ socialnetworking, definito (in modo riduttivo) “portale”, mi è stato segnalato il progetto Economia a scuola che prende spunto da una scommessa di Consorzio PattiChiari e di ANP. L’economia è per molti una materia pallosa e di difficile comprensione ma, anche i meno appassionati, son consapevoli che non si può prescindere dalle sue regole. Mi son soffermato sulla sezione più intrigante, quella dedicata ai piccoli. Un po’ perchè di socialnetwork, blog e palinsesti sociali ne ho già visti di tutti i colori, e un po’ perchè conosco la professionalità di Giunti Labs nella produzione ed erogazione di contenuti didattici. I materiali son buoni, la struttura anche, come far conoscere il progetto agli insegnanti? Basterà il tam tam mediale e

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