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Posts Tagged ‘eGovernment’:


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Reality sociale

In questi giorni sto completando la mia terza opera editoriale sui sistemi di democrazia partecipata e sul governo 2.0 Nel mentre scrivo, provo anche a simulare possibili scenari che, grazie al web sociale, tenderebbero ad affermarsi. Un piccolo esperimento si basa su un azione vera (alla Fixmystreet tanto per capirsi) tesa a segnalare a un amministrazione pubblica un particolare caso di inefficienza: http://bikemestre.blogspot.com Su queste azioni sto provando a innestare una qualsiasi meccanica di interazione (via email, telefono, twitter, facebook, ecc.) ma mi accorgo che gli amministratori e i politici, sono del tutto assenti e impreparati, nonchè colpevoli di disattenzione totale. A tutti i livelli, anche fra quelli che si proclamano già partiti della rete: i grillini per capirsi. Oggi ho

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DIGITPA e Regione Veneto, due ‘nuvole’ due perché

Published on 12 gennaio 2012 by in eGovernment

Un mio pezzo sui progetti G-Cloud, uscito su Egov Enjoy   DIGITPA e Regione Veneto, due ‘nuvole’ due perché Tweet

 
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Banda larga dei miei stivali

Ieri sera, nel caotico consiglio dei ministri che doveva emanare riforme epocali, strategie vincenti, politiche di sviluppo al passo con i tempi, ecc. ecc. ecc. sembra che qualcosa sul tema banda larga sia stato inserito nel testo del maxi-emendamento. Un po’ di fuffa, insomma, non si parla di quanto, non si parla di quando, non si parla di come. Secondo quanto trapelato, però, il nostro amato premier metterà lo sviluppo della banda larga fra i punti da presentare al G20 che si terrà nelle prossime ore. Dunque, lungi da me dire che la banda larga non serve, anche se ho manifestato spesso su questo blog grosse diffidenze sul tema, ma non posso non sottolineare che per l’ennesima volta si è persa l’occasione per

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Dieci lezioni per capire e attuare l’e-government

Scritto da amici, colleghi, insomma compagni di merende. Non è una recensione perchè me lo hanno dato oggi ma, conoscendoli quasi tutti, è vivamente consigliato, a prescindere :-) Tweet

 
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Location based

Stavo dando un occhiata all’ alpha release di http://alpha.gov.uk/ il nuovo aggregatore di servizi e informazioni pubbliche del governo britannico. Di cosa si tratta? Fondamentalmente di un “entry point site“, quel concetto di aggregatore al quale spesso mi richiamo e che, recentemente ho suggerito come indispensabile e, possibilmente, sostitutivo al delirio di siti e portali che il governo italiano ci propina (qui le slides …..la n. 10 in particolare). Dunque, gli amici inglesi si propongono di: To test, in public, a prototype of a new, single UK Government website. To design & build a UK Government website using open, agile, multi-disciplinary product development techniques and technologies, shaped by an obsession with meeting user needs. e lo fanno mettendo al centro

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Le Linee Guida per l’Open Data dell’Associazione Italiana per l’Open Government

Open Data, tutti ne parlano, ma come si fa? A questa domanda abbiamo provato a dare una prima risposta con la stesura di un manualetto: http://tinyurl.com/opendataitalia L’auspicio è che questo umile lavoro a cui, oltre al bloggante hanno contribuito Ernesto Belisario, Claudio Forghieri e Stefano Epifani, possa essere un un riferimento per gli amministratori pubblici, i manager e tutti quei decisori che, convinti sulla bontà della filosofia che sorregge la disciplina dell’Open Data Government, non hanno ancora trovato la scatola degli attrezzi per passare dalla teoria alle azioni concrete. Come tutte le scatole degli attrezzi, anche questa potrà essere riempita di nuovi strumenti e, grazie all’apporto di nuovi contributi, diventare un riferimento per dare finalmente anche all’Italia una strategia per il

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La tetta da mungere

Chi mi conosce bene e mi legge, o chi mi ascolta durante le lezioni e i convegni, sa perfettamente che confliggo spesso sposando una visione diciamo…inopportuna. La visione è quella di un passo indietro della Pubblica Amministrazione nella gestione dell’ICT (Information and Communication Technologies)….informatica complessa, per capirsi. I detrattori mi dicono sempre: “ma sai quanta gente vive con l’ICT nella PA?“. Certo che lo so, migliaia di aziende (pubbliche, para pubbliche e private) e centinaia di migliaia di famiglie. Ma il settore è in crisi, il rapporto Assinform lo dice chiaro e di questo ho scritto su Nova, poche settimane fa. Dunque, chiudiamo un attimo gli occhi e facciamo finta di teletrasportarci a Washington. Da quelle parti, si sono inventati

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Il senso del possesso che fu pre-alessandrino

Published on 17 febbraio 2011 by in conoscenza

Stavo raffinando le slides per l’intervento di lunedì all’Accademia della Politica di Palermo, dove parlerò di Government 2.0, Open Government e ePartircipation. Mentre raccoglievo le idee da inserire fra le “note relatore”, riflettevo su alcune esperienze dirette e indotte, nonchè sui diversi racconti di esperienze vissute che ho raccolto in questi anni. Ci sono alcune frasi, alcuni sentimenti che non riesco a dimenticare e che rappresentano il maggior ostacolo alla cultura della condivisione. Ne riassumo alcuni: “Il mio progetto prevede…..“. MA NON SAREBBE PIU’ CORRETTO :”Il progetto che coordino…..” o “Il progetto che mi è stato assegnato….”? “Se vuoi posso ospitarti nel mio server“. MA NON E’ DELL’AMMINISTRAZIONE? “Posso chiedere a una delle mie persone.…” MA NON SAREBBE PIU’ CORRETTO

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Governo 2.0

Ieri sera stavo preparando delle slides che dovrò presentare a Palermo il 21 Febbraio e mi son soffermato a lungo sul documento: United Nations E-Government Survey 2010 e in particolare sul concetto di “Government 2.0” che ho trovato sintetico, essenziale, chiaro e che ho provato a tradurre: …”The idea of ‘government 2.0’ is generally associated with the use of social media by the public sector. Recently, the notion has assumed greater definition through its association with government as a ‘plat- form’ or provider of data and services for others to exploit as they see fit. Advocates for the concept of government as a platform privilege the role that governments should play as providers of web services, allowing third parties to

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Saremo tutti cittadini digitali

Condivido l’intervista rilasciata al direttore della rivista eGov sui temi del mio libro “La Cittadinanza Digitale” Enjoy Saremo Tutti Cittadini Digitali Tweet

 
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Trottolino amoroso

Come un trottolino, nei prossimi giorni, devo mischiare un po’ di attività professionali e passionali. Convegno Anci a Padova, Corso per City Manager dell’Università di Venezia in quel di Treviso, Convegno Open Data a Torino, Festival dell’Innovazione a Bari, presentazione del nuovo libro un po’ in giro, ecc. E Nel mentre bigio altri eventi che non afferiscono a questo  tema, mi appresto a rivedere il format delle mie lezioni Formez sulla PA 2.0: https://sites.google.com/site/pubblicaamministrazione20/ Bene, tutto questo per chiedere a chi mi legge di dare un occhiata alle slides (aggiornate dopo un letargo di quasi un anno) che mi accompagneranno durante i lunghi e noiosi deliri che propinerò a chi verrà a sentirmi. Il titolo e la sequenza delle stesse

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Esserci o starci?

Il tema della presenza, del presidio e, soprattutto, dell’accettazione INCONDIZIONATA delle dinamiche della rete è stato uno dei temi sui quali, proprio ieri, ho avuto modo di confrontarmi con diversi esperti del settore pubblico convenuti a Roma per una riunione di lavoro. La presenza della Pubblica Amministrazione sul social web passa ANCHE per servizi rimodulati e più aperti all’interazione ma passa, SOPRATTUTTO, attraverso l’adesione incondizionata al paradigma del web sociale. Dunque il tema è quello dello “starci”, non dell’”esserci”. Aprire una fan page del proprio Comune su Facebook e lasciarla come vetrina in balia di se stessa non ha alcun senso. Aprire un account  su Twitter per aggregare gli RSS già distribuiti sul portale istituzionale, non ha alcun senso. Convertire

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MiaPA

Stay tuned e provate a seguire le news su Twitter o su Google: “MiaPA, social checkin”. Ingredienti: Mobnotes per palmari Un po’ di Open Data Voglia di partecipare A presto su questi schermi (o in giro per il web) per i dettagli :-) Tweet

 
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Siamo tutti cittadini digitali?

Condivido l’intervista inerente il mio primo libro, “La cittadinanza digitale“, che l’amico Claudio Forghieri, direttore della rivista eGov di Maggioli ha pubblicato sul suo Scribd e che, comunque, è disponibile sul numero della rivista di questo mese. Enjoy Saremo Tutti Cittadini Digitali? Tweet

 
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Usabilità? #fail

Non servono premesse logorroiche sull’eGovernment e sul “livello di servizio percepito”……meglio lasciar parlare i fatti! Ulss 12 Prenotazioni e cancellazioni: http://www.ulss12.ve.it/34_0/Prenotazioni-Cancellazioni.ashx Evvai, procedura on-line! Cool! Sempre più ganzo! Scelta libera….olè! Fantastico, quasi un motore semantico :-) Andiamo, andiamo, che finalmente si prenota. Dai dai un bel click su “voglio confermare”!. Si lo voglio, lo voglio!   Ooops! Non vi sono disponibilità di cosa? Di visite, oggi? Domani? Sempre? Non vi sono disponibilità di medici? Di ambulatori? Di pagine web? E dove proseguo cosa trovo? Vabbè proseguiamo!   Un loop! Dal quale non si esce. Bello no? Sembra un videogame. #fail E ora dove vado? Nelle segnalazioni di Webaccessibile, ovviamente! Tweet

 
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Cittadinanza partecipativa: Open Government e le città del futuro.

Oggi scendo verso Roma e poi Frascati per un seminario dal titolo: “Cittadinanza partecipativa: Open Government e le città del futuro“, inserito nel ciclo più ampio di lezioni e seminari organizzati da Glocus e Farefuturo: L’innovazione nei territori, la nuova classe dirigente per un’Italia competitiva. Assieme ad alcuni compagni di merende, ci occuperemo nello specifico di: “Il cosiddetto web 2.0 ha introdotto un’ulteriore rivoluzione nei rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione, il caso Obama è noto a molti. L’evoluzione della digitalizzazione, sempre più pervasiva della vita delle persone, trasforma il rapporto tra governo e cittadino, sempre più informato e in grado di esercitare una sua volontà al di fuori dei canali tradizionali. L’”internet delle cose” può permettere di ripensare le

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A tutti i dipendenti pubblici

Spesso mi dilungo nell’analizzare e poi descrivere le differenze fra noi (italiani deleganti) e loro (anglosassoni partecipanti). E’ una lotta impari. L’ultimo esempio viene da Cameron che, per ridurre la spesa della Pubblica Amministrazione, chiede suggerimenti ai dipendenti. “….Don’t hold back. Be innovative, be radical, challenge the way things are done. If you think you can make things better for less money don’t just complain to your colleagues about it – tell us about it so we can make it happen… “ Ascoltate bene quello che dice, chiudete gli occhi, respirate profondamente e fate finta di non vivere in Italia. Tweet

 
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