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Personal branding

Negli ultimi giorni Facebook ha accelerato (e spinto notevolmente da un punto di vista di marketing) il cambiamento delle Fan Pages.

Un po’ di storia (sperando di non tediare) e molti termini un po’ trendy….ma così va il mondo. Casomai ci sono i commenti :-)

All’inizio, la Fan Page (o Personal Page o Brand Page, ecc.) era nettamente distinta dal profilo personale.
Correva il 31 Gennaio, quando le mie sperimentazioni su questi concetti declinati da FB in: “profilo”, “pagina” e “lifestream”, diventavano azione concreta.

Anche da un punto di vista grafico la Fan Page era pensata priva di advertising laterale, priva di attività legate allo scorrere del web (lifestream) e quindi prettamente promozionale, ma già dotata di sistemi di statistica e poco adatta a recepire applicazioni scritte per essa (troppe applicazioni erano scritte SOLO per il profile).

Deduzioni mie di quel tempo portavano a pensare che Facebook volesse dare un opportunità alle organizzazioni, aiutandole a promuovere il proprio brand.

Anche le Istituzioni Pubbliche (a cui si rivolge il mio osservatorio) ne avevano capito l’opportunità. Un paio di notizie di base, un agenda, 2 RSS qua e là, ed ecco che la Fan Page diventava un buon veicolo promozionale verso target diversi che, mai e poi mai, sarebbero atterrati su portali istituzionali.

Insomma era (ora non più) un qualcosa del genere, quasi asettico, minimalista. Scusate ma in rete non ho trovato screen di quel tempo più leggibili.

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Poi le cose son cambiate (14 Marzo) e, in maniera un po’ confusa, (Personal Page, Vanity Url, Fan Page) Facebook ha fatto diverse strambate.
La prima è stata quella di distinguere il “personal profile” e di incitarne la definizione (sostituzione del numero seriale con nome e cognome) in modo rapido. Poi ha incitato la definizione di uno pseudo “FB naming” o “Vanity”, spingendo a definire un nome per le Fan Page che erano, nel frattempo, diventate quasi simili al profilo.

Gran confusione per arrivare dove?

Qui sta il punto, anche perchè a metà di questa faccenda c’è stata anche la storia della policy dei “100 fan” (precedentemente fissati a 1000) come presupposto per avere una fan page dotata di nome (vanity) e non di semplice numero seriale.

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Ed è qui che si è spostato il target. 1000 aveva senso per le organizzazioni o per i personaggi pubblici (celebrities). Difficilmente altri avrebbero potuto raggiungere simili traguardi per promuovere un brand o una persona.

Ma Facebook incita ad accaparrarsi i fan mettendo a disposizione le funzionalità di spamming.
Il bottone “suggerisci ad amici”

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permette, infatti, di markettare se stessi.
Perchè? Qui prodest?

Molti pensano che sia (giustamente) un modo per promuovere e celebrare il “personal branding” che, con 100 utenti è un po’ ridicolo ma va bene.

Altri che sia una sfida a Linkedin, e al suo strapotere sulle relazioni professionali. Infatti, più che di personal branding si potrebbe parlare di “professional presence”. IMHO

Ieri, succede che Facebook (ormai in pieno delirio da “raggio traente” alla Star Wars”) propone il widget per i portali e i blog. Parte il cazzeggio. Caterina ne fa una guida. Vincenzo (dal suo osservatorio autorevole) una prima disquisizione con esempi di baranding commerciale.

Considerazioni del bloggante:
Già ieri, e le volte scorse su FriendFeed, provavo a far intravvedere una strategia legata al dualismo fra Facebook e Google. Dove i blogger sono una preda appetibile.

Facebook Connect, Google Friend Connect, sono stati le prime funzionalità che hanno dimostrato un interesse per i blogger e, quindi, fra i blogger. Ora Google con Wave e Facebook con queste ultime uscite, vorrebbero, IMHO, spostare i blogger a pubblicare i contenuti sui loro sistemi per poi relegare il blog originale a mero sistema di autoreferenza senza contenuti.

Pericolosissimo, secondo il bloggante che, dall’inizio, ha usato Facebook alla rovescia. Linkando i post del blog per attrarre i fan e i friends anche attraverso il lifestream di Facebook.

Mi sbaglierò, ma è meglio farsi un Wave personale (Io utilizzo Intensedebate e mi trovo abbastanza bene) che cedere i contenuti.

My two cents.

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