Non serve ribadire che il mio cuore non ha mai battuto a destra. Lo si evince, credo, dalle mie osservazioni e spesso dagli articolati deliri che provano a commentare politica, sociologia, finanza e temi laterali. Detto ciò ho moltissimi amici con il cuore che batte proprio dalla parte di Fini e, in questo momento so che stanno vivendo un turbamento vero. Certo, i colonnelli della politica fanno altri conti, spesso di opportunismo e di consenso. Ma non importa, non è questo il tema attuale. Piuttosto va rilevato che in queste ore si sentono parole importanti, concetti sui quali riflettere. Una parte dei nostri connazionali di destra non accetta il sultano, non accetta la mortificazione culturale, non accetta più la sudditanza.
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