Nel sottobosco della precarietà, ho guardato sempre con un po’ di compassione quei tizi che ti infilano il volantino della discoteca in tasca mentre passeggi per il centro della città. Sono i promoter. Sono giovani, spesso tamarri, e quasi sempre ostentano una professionalità che, in quei contesti, si accompagna a una grande capacità di relazionarsi. Le discoteche li reclutano fra i più assidui frequentatori e, non a caso, li sostituiscono quando diventano troppo anziani e la loro rete di relazioni non garantisce più il ritorno iniziale. Ora io capisco l’entusiamo per la socialità, per la democrazia della rete, per l’innovazione e chi mi segue sa che, sul geotagging, mi sono espresso più volte per un uso sociale e pubblico che
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