Articoli con tag google
Picnic
Scritto da gigicogo in innovazione il 2 marzo 2010
Et voilà. Google ha fatto la spesa e aggiunto nella sua dispensa anche Picnic, di cui sfrutto i servizi alla bisogna già da diversi anni.

La cosa buffa è che Picnic è integrato anche in Flickr come editor on-line.
Flickr è di Yahoo, e quindi un po’ anche di Microsoft. Buffo no?
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The Internet company
Leggo sempre i post di Pingdom e non mi è sfuggita la sintetica raffigurazione della Internet company per eccellenza: Big G
Enjoy

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Sentenze e deliri
Scritto da gigicogo in conoscenza, politica il 25 febbraio 2010
Ne sto leggendo di cotte e di crude, di intelligenti e di divertenti, di inconcludenti ma anche di spiritose e circonstanziate (ante-sentenza), ecc.
Ovviamente i guru si atteggiano da guru e chissà perchè il giudice avrebbe dovuto consultarli visto che, come “sistema di potere”, i guru non esercitano nessuna leva.
E vabbè! Accontentiamoci dei giornali stranieri e dei commentatori stranieri (articolo premonitore del 22 genn., con citazione dell’ottimo Luca) che hanno meglio interpretato di noi il “caso“!
A dire il vero, ieri avevo ben altre cose da fare che documentarmi approfonditamente sul “caso“. Oggi ho iniziato a documentarmi, a parlare con alcuni amici e, alla fine, mi son ritrovate sulle due note che ho scritto ieri a caldo.
E mi fa piacere che anche Ernesto noti come certe sentenze, anticipino di fatto una legislazione in itinere. Ma non erano tutte toghe rosse al servizio dei bolscevichi? Quindi, il NYT e gli altri media internazionali, hanno capito benissimo. L’unico tubo a cui attaccarci qui nel sultanato d’occidente, sarà quello della Mecca.
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immagine via
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Quei comunisti …
Quei comunisti del NYT danno una loro interpretazione al misfatto.
“…But Italy has been a difficult market for Google and other American Internet companies. A law being debated in the Italian Parliament would increase such companies’ liability for copyright violations and other potential infractions….”
“…Google is currently fighting a copyright lawsuit brought by Mediaset, the Italian broadcaster controlled by Prime Minister Silvio Berlusconi….”
Lo scopriremo solo vivendo, intanto godiamoci il tubo di casa nostra: LA TV DEL GIORNO DOPO!
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Rumore
Scritto da gigicogo in conoscenza, reti sociali, web 2.0 il 13 febbraio 2010

Dopo la sbornia da Buzz dei giorni scorsi mi son fermato a riflettere. La socialità digitale ha un prezzo alto e non credo sia auspicabile esplorarla in tutti i suoi meandri per l’ ossessiva ricerca di un valore assoluto.
Porto ad esempio l’accozzaglia di feed che mi son dovuto sorbire a causa della forzata combinazione Buzz/GReader. Queste letture superficiali, e imposte, non mi hanno portato nulla di positivo, solo fastidio.
Per fortuna le letture di David Armano mi riportano sempre con i piedi per terra. Non è dunque una questione statistica, numerica in senso stretto, legata più o meno a capacità computabili. No, il problema serio è che un ecosistema infinito non può generare miglioramenti valutabili e comparabili con parametri tradizionali. L’aumento delle dimensioni non ci cambia in meglio la vita, o per lo meno non possiamo affermarlo con i parametri di confronto tradizionali. Siamo umani, siamo imperfetti, siamo volubili. Solo i calcolatori traggono vantaggio dalla crescita delle performance e quindi dall’aumento dei numeri computabili.
Se vogliamo aumentare le relazioni dobbiamo dare ad esse dei significati veri! E il rumore ha un solo significato: RUMORE!
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Al loop al loop
Scritto da gigicogo in conoscenza, reti sociali, web 2.0 il 11 febbraio 2010
Oggi vi tedierò ancora su Buzz.
Le considerazioni di questo post sono relative alle dinamiche degli abitanti della rete. Guardano più all’affermazione di modalità condivise fra gli early adopters che non ad un osservazione più generale sulla bontà degli strumenti e dei servizi per le organizzazioni (che tratterò più avanti). Quindi ce la suoniamo e ce la cantiamo fra di noi, per capirci fra quelli che fanno un uso quotidiano degli RSS e cercano di ricavare il massimo dall’interoperabilità fra i servizi del social web.
Del Lifestream, questo fenomeno che ci attanaglia e ci eleva lo status di “partecipante” ai livelli massimi, ho parlato spesso, al punto di postare anche un item su wikipedia: Socialsfera!

immagine di David Armano
Detto questo provo a definire un contesto che mi permetta di centralizzare i flussi, controllare le sorgenti, orchestrare le relazioni e, ovviamente, evitare il loop.
Da cosa partire? Cosa mettere al centro? Se stessi come hub o le sorgenti a cui si attinge? O entrambi? Direi entrambi!
Quindi, i due punti di partenza sono inevitabilmente il proprio “public profile” su Google: http://www.google.com/profiles/gigi.cogo (dite la verità, da quanto non lo controllavate?) e i contenuti condivisi nell’aggregatore di Rss: http://www.google.com/reader/shared/gigi.cogo . In pratica definisco chi sono e cosa leggo. Che per molti nella socialsfera corrisponde un po’ al detto “sono quello che leggo“. Ma a dir la verità, io sono anche quello che scrivo, per cui centrale diventa anche l’emittente primaria delle mie elucubrazioni: il blog.
Certo, qui la situazione si complica perchè da più parti si tende a sottolineare che le conversazioni “trasversali” nei sistemi di Lifestreaming tendono a svuotare le aree commenti dei blog. Io non sarei così talebano, anche perchè esistono diversi servizi che permettono di gestire i commenti attraverso un costante monitoraggio delle fonti blog e delle discussioni che ruotano sulle stesse. Cito Backtype oppure Intensedebate, solo per citarne alcuni.
Quindi per evitare il loop si tratta di fare ordine alle proprie idee e capire come indirizzare il flusso. Per quanto mi riguarda punterei proprio su Buzz in considerazione del fatto che la social search di Google privilegia sicuramente questa sorgente sia per le persone: http://www.google.com/s2/search/social che per i contenuti: http://www.google.com/s2/search/social#socialcontent.
Quindi si tratta di gestire con un certo ordine le sorgenti da inserire fra i propri “siti collegati” al profilo di Google.
Ponderare bene se sia davvero il caso di far convergere in questo aggregatore anche gli altri flussi (Twitter e Friendfeed fra tutti), scegliere il tipo di presenza: pubblica nel caso si intenda socializzare globalmente e far conoscere le proprie opere, i propri pensieri e le proprie relazioni, privata nel caso si scelga di moderare la presenza, renderla meno chiassosa e magari chiusa su alcuni cluster professionali o famigliari.
Certo, sempre contestualizzando l’ambito degli abitanti attivi della rete ed early adopters per antonomasia, va detto che ora non siamo più una sparuta avanguardia. Su Gmail c’è il resto del mondo che ci guarda, quindi la presenza pubblica va valutata molto seriamente.
Di Facebook che ne pensate? Io credo che porterà Friendfeed (dopo un anno quasi di sperimentazione dall’acquisizione del 2009) fin dentro la piattaforma madre, altrimenti rischia un calo rilevante.
Tecnicamente Buzz mi piace, apre un mondo di opportunità, non si distacca dai principi che hanno reso famosi i sitemi a 140 caratteri, ma li porta in contesti più ampi e più futuribili, lasciando agli utenti un ampia scelta di come gestire il proprio flusso e le proprie fonti. E non è poco.
Certo, Big G fa sempre più paura, la nostra wonder wheel è solo una rappresentazione di quello che LUI ci raffigura. Sta a noi lavorare di cesello. La partecipazione sul social web è fatica. Ma anche tanta attenzione.
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Ora, sarebbe il caso di capire come il post che state leggendo verrà commentato? Buzz ancora non prevede delle API di collegamento all’area commenti del blog, ma credo si tratti di aspettare poco :-) Intanto ecco il mio feed, fatene buon uso: feed://buzz.googleapis.com/feeds/gigi.cogo/public/posted





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