Articoli con tag intercultura
Oltre il Barcamp? Si può??
Scritto da Luigi Bertuzzi in user experience il 29 ottobre 2009
Ho commentato Aziende Gnamme, di Marco Dal Pozzo, che offre un resoconto ragionato di un intervento al VeneziaCamp.
Anche se estraneo a esperienze di Marketing, mi son fatto l’impressione, dalla conversazione avviata sul Blog di Marco, che un dialogo brand – utente possa essere efficace solo se, dal lato utente, c’è un ambiente utente.
Credo che chiarire cosa intendo richieda la gestione di un Tema (nel senso di Topic), da proporre il 6 Novembre allo User Camp, NON come una presentazione, ma come una simulazione di “meeting aziendale”; ho iniziato a tener traccia, via Twitter, di cosa faccio per cercare di materializzare il mio proposito.
Il Tema da proporre, via User Camp Wiki, potrebbe essere:
Ambienti che abilitano l’UTENTE.
Passato – Presente (ovvero l’anello mancante)- FUTURO??
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Finalmente un Barcamp RELATIVO A … l’utente!
Scritto da Luigi Bertuzzi in user experience il 22 ottobre 2009
Segnalo un’iniziativa in un luogo a me molto caro: USER CAMP – Salva l’utente che è in te!.
Ho letto la presentazione dell’iniziativa con interesse misto a sfiducia. No, caro Gigi che mi ospiti sul tuo Blog, non lo dico per negativismo. Lo dico perché .. per me .. USER CAMP può voler dire solo USER RELATED CAMP. L’inglese fa pensare che si tratti di un Camp degli Utenti. Non può esserlo, se prima non si fa chiarezza sul concetto di Utente.
Nella presentazione si parla di trasferimento di conoscenza, quindi .. per me .. questo Camp è una conferenza .. mentre dovrebbe essere una non conferenza.
Per me, se potessi considerarmi utente, il trasferimento di conoscenza non può avvenire se non posso muovermi in un ambiente che abilita un processo di acquisizione (di conoscenze).
Per acquisire conoscenze ho bisogno di muovermi in un ambiente che .. (qui di seguito una bozza 0.1 di descrizione) .. permette di individuare, selezionare e integrare informazioni ed esperienze, in modo coerente con la mia personale capacità di farmi un’opinione, esprimere un giudizio, prendere una decisione.
Resto a disposizione per fare evolvere il mio tentativo di descrivere un ambiente utente.
Grazie per l’ospitalità :-) e buon lavoro con il Venezia camp 2009.
Luigi
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Automobilista in..ca..to con URP digitale Bologna
Scritto da Luigi Bertuzzi in comunicazione, user experience il 19 maggio 2009
La presenza Web di un Ufficio Relazioni con il Pubblico potrebbe essere un nuovo tormentone per la serie Automobilista Incazzato – dell’ottimo Gioele Dix?
17 Marzo – figlio in arrivo da Madrid – deve andare a Bologna in serata con la mia macchina; lo avverto dell’esistenza di ZTL (Zona Traffico Limitato) e controllo orari sul Web:

Messaggio URP Digitale: Dopo le 20 si entra in ZTL (se non leggi "schede" .. i cacchi son tuoi e il comune cucca 92 €)
18 Maggio – un verbale di accertamento di violazione – con tanto di foto targa della Punto scaricabile da sito Web dedicato – m’informa che: alle 23:42 del 17 Marzo la Punto è transitata per il Varco 18 di Sirio/Rita (Via Ugo Bassi) senza accorgersi .. – davanti a una strada deserta, data l’ora – in assenza di segnaletica tipo divieto di transito o senso unico o corsia preferenziale – forte dell’informazione di un “papi all’antica ma .. più per il digitale che per le 18enni” … dell’esistenza di una (micro) Zona T in cui NON SI ENTRA dalle zero alle ventiquattro.
La zona è tanto “micro” che per esserne edotti via Web ci si deve disturbare fino a cliccare sull’ultima parola dell’informativa URP Digitale .. oppure .. bisogna aver voglia – a mezzanotte – in un centro città deserto – di mettersi a leggere messaggi testuali che – anche se luminosi – somigliano per niente a una segnaletica stradale.
Tornando all’URP Digitale – che di questi tempi dovrebbe essere una Hot Topic – ho controllato “l’esperto risponde”: non è previsto che ci si possa sentire vittime di una trappola informativa, dovuta alla qualità del sito web.
Ho cliccato su contatti e ho esposto il caso, ipotizzando di presentare Ricorso per i sopra citati motivi.
Naturalmente mi aspetto un ringraziamento per aver segnalato il problema, permettendo all’URP digitale di adeguarsi alle aspettative dell’utente; in cambio, per rimuovere la mia impressione di essere stato preso in trappola, mi faranno senz’altro cancellare la multa.
Voi che dite? M’illudo di parlare a un URP 3.0 .. vero?
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IL MENEFREGHISMO CHE CI FREGA
Scritto da Luigi Bertuzzi in comunicazione, user experience il 17 maggio 2009
Titolo: visto 36 anni fa in Costiera Amalfitana – scritto su un cassonetto – ma ancora quasi ignorato sul Web e largamente snobbato dagli OTTIMISTI
Post: motivato dalla lettura di un Tweet di Stexbell e dal video con audio italiano The Machine is Us, via Webeconoscenza qui e qui
OBIETTIVO:
CONTRIBUIRE alla descrizione di un CASE STUDY per il Barcamp Intercultur@2009, cioè alla ..
descrizione di una situazione o di un problema reale che contenga sufficienti informazioni
per consentire ai partecipanti di formulare delle ipotesi o trovare una soluzione al problema.
Può essere il punto di partenza per attività individuali o di gruppo,
per formulare delle ipotesi o prospettare una soluzione al problema.
(FORSE) Abbiamo fatto la Macchina (Computer) a immagine e somiglianza di come (NOI) vorremmo essere.
Macchine diverse dialogano e interoperano, anche quando parlano lingue diverse, negoziando un protocollo comunicativo comune, oppure attraverso un’Interfaccia (Gateway).
L’evoluzione della Macchina, in termini di prestazioni comunicative, sta raggiungendo il livello 3.0.
E NOI, Persone, in termini comunicativi, a che livello siamo?
Da giovani, all’Università, siamo Persone 0.0 (senza voce in capitolo).
All’ingresso nel mondo del lavoro diventiamo, e per lo più restiamo, Persone 1.0 (portatrici del pensiero del Capo, cioè? … gestori del nostro Sistema Paese?).
La maturità professionale ci può permettere, se siamo fortunati, di diventare Persone 2.0, cioè ..
- CAPACI di collaborare e di fare lavoro di gruppo .. ma ..
- INCAPACI di superare limiti compartimentali, presenti non solo negli ambienti in cui lavoriamo ma, quasi automaticamente, anche in noi stessi
(i miei esempi? la defunta “industria informatica europea dei Sistemi Aperti”; le inconcludenti “azioni comunitarie avviate a fine anni ‘80 per una Società dell’Informazione e della Conoscenza”; noi stessi .. come ci siamo in/evoluti durante i miei personalissimi 40 anni di Laurea)
Solo nella terza età .. “possiamo dire tutto quello che vogliamo” …, come ho sentito affermare Andrea Camilleri (qui le sue significative pagine Web su Stato e Linguaggio).
Dicendo quello che vogliamo - anche se fuori dal coro - potremmo sperare - forse in extremis - di ..
- stimolare comportamenti rivolti a “ripartire da quello che resta” .. fonte un Mauro Corona sentito in TV
- far capire che il futuro si nutre di una consapevolezza chiara del passato (fonte: Marc Augé, Antropologo)
Qualcuno se la sentirebbe di discutere (NON DI … “FARCI UNA PRESENTAZIONE” .. QUANDO MAI?) cose DI QUESTO TIPO al Barcamp Intercultur@2009?
Chi vuole contribuire a dare un senso – a livello comunicativo – all’espressione essere una Persona 3.0 … o a trovarne altre .. di espressioni .. che rendano meglio l’idea (interculturale IMHO) qui esposta al meglio delle mie capacità? Qualcuno offre di più?
Forse, se volessimo mai arrivare ad essere migliori delle Macchine, dovremmo realizzare un’Interfaccia 3.0, cioè un Presentation Gateway .. cioè un … MahnahMahnah!
(la questione non è .. cosa è un MahnahMahnah? .. la questione è: “frega qualcosa a qualcuno?” ..)
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Messaggio aperto di un Cittadino a Candidati Sindaci di Amministrazioni Locali
Scritto da Luigi Bertuzzi in comunicazione, user experience il 13 maggio 2009
(via Forum Agordo Domani)
Cosa può dire un Cittadino degli obiettivi di un Candidato Sindaco di una Amministrazione Locale, se gli obiettivi sono quelli esposti nell’esempio visibile su Agordo Domani?
Il sottoscritto, Cittadino di Voltago Agordino, dice che: ..
Per raggiungere gli obiettivi proposti i giovani ci sono e ci sono pure gli strumenti … MA PURTROPPO … ESISTE E SI AGGRAVA sempre più un problema di inadeguatezza comunicativa *inter* culturale, disciplinare, settoriale.
La carenza di comunicazione inter-culturale comprende quella inter-generazionale.
Come ci sono anziani diventati una palla al piede per il cambiamento istituzionale .. ci sono anche anziani che, nell’arco della loro vita lavorativa, non hanno potuto mettere le loro capacità, competenze e conoscenze al servizio del cambiamento .. in particolare quello che avrebbe dovuto accompagnarsi all’evoluzione della Tecnologia della Comunicazione e dell’Informazione .. perché il cambiamento avrebbe avuto impatti non graditi su interessi di mercato.
Per evidenziare il sopra citato problema, che ha consugenze drammatiche per il raggiungimento degli obiettivi dei Cittadini e delle Amministrazioni Locali, si può prendere atto di quanto sta accadendo a Roma oggi (13 Maggio 2009).
Un gruppo di funzionari della PA ha organizzato, nell’ambito del ForumPA, un Barcamp sulla PA Digitale .. come già annunciato in una discussione proposta ad Agordo Domani.
La gravità del problema comunicativo si documenta con il fatto che l’inizativa sia stata avviata, in modo autonomo (e per fortuna almeno questo è possibile), da un gruppo di funzionari. Non esistono ancora una politica, un piano di sviluppo, oppure un’approccio legislativo, rivolti ad adeguare l’evoluzione dell’interfaccia comunicativa (relazionale) tra PA e Cittadini.
Oggi il pericolo è che si ripeta l’errore di 20 anni fa .. quando un gruppo di industrie dell’informatica – per scopi (dichiarati) innovativi – instaurarono un rapporto privilegiato con la Commissione Europea nel settore dell’Approvviggionamento di prodotti tecnologici (Open System) da parte delle PA nazionali .. da regolamentare con un approccio normativo … nonostante esistessero competenze professionali adeguate a dimostrare che tale approccio era destinato a fallire .. se portato avanti senza il coinvolgimento dell’utente finale (o Cittadino). E infatti:
1) quel gruppo di aziende non è più attivo sul mercato dei sistemi aperti ..
2) non abbiamo ancora una PA Digitale.
Sarebbe un guaio non più tollerabile, per la qualità del sistema sociale in cui viviamo, che si instaurasse un rapporto privilegiato tra un gruppo di funzionari innovatori e la PA centrale, mettendo i cittadini e le amministrazioni locali in attesa di soluzioni “digitali” che non potranno mai risultare adeguate alla complessità del problema.
Segnalo quindi l’opportunità favorevole di avviare un’iniziativa di coinvolgimento e di partecipazione dei cittadini, in particolare quelli delle Comunità Montane, alla comprensione della situazione indirizzata da questo intervento sul Forum Agordo Domani.
L’occasione per dare a questo intervento le caratteristiche di un Case Study (descrizione di una situazione problematica reale con sufficienti informazioni per consentire a chi lo discute di formulare delle ipotesi operative idonee alla ricerca di una soluzione) si presenterà a Padova il 12 Giugno prossimo, con un Barcamp su Intercultura.
L’organizzazione dell’evento è curata da Stefano Bellanda, che ha partecipato recentemente, insieme a Gigi Cogo (funzionario Regione Veneto – organizzatore del Barcamp Innovatori PA – titolare di questo Blog che mi ospita) all’incontro Ciaspole e Web, presso l’Albergo Stella Alpina di Voltago, per iniziativa (Web) dello scrivente.
Resto a disposizione per ogni chiarimento si ritenga necessario,
Luigi Bertuzzi



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