Articoli con tag internet
Che grande donna
Scritto da gigicogo in conoscenza, eGovernment il 21 gennaio 2010
“Per affrontare le sfide del 21esimo secolo dobbiamo usare i mezzi che lo stesso secolo ci offre. E abbiamo cominciato a farlo. Siamo stati tutti testimoni delle possibilità e di ciò che può accadere quando normali cittadini organizzano movimenti politici attraverso Twitter a Facebook, o più semplicemente scambiano idee e informazioni. Ora ci troviamo a vivere un momento storico in cui siamo in grado di utilizzare la potenzialità di queste nuove e innovative forme di diplomazia, oltre che di usarle per aiutare gli individui nel loro stesso sviluppo, nella loro evoluzione”.
–Secretary of State Hillary Rodham Clinton
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The next web
Scritto da gigicogo in conoscenza, innovazione il 19 gennaio 2010

Web, internet, reti e informatica in genere ci hanno cambiato la vita. Ne siamo sicuri?
Chi si appresta ai ‘50 o ai ‘60, ha vissuto la fase dell’entusiasmo e del pionerismo e credo che il fascino e la passione siano rimasti immutati. Certo oggi è tutto più semplice, tutto più accessibile, tutto più disponibile. I tempi del mio mondo 1.0 son passati in fretta e non ci sono più problemi ad entrare in rete e a partecipare al grande show della “conoscenza”.
Purtroppo questa è una mezza verità. Sono ancora pochi i beneficiati da questo stato di cose e, anche nei paesi più avanzati, non è detto che accedere alla rete sia così scontato. Il digital-divide è di due tipi: strutturale e culturale.
Il digital divide strutturale è in gran parte figlio di scelte politiche ed economiche. Insomma scelte di sistema. Ma bada ben, è spesso figlio di una cattiva organizzazione (il bloggante stesso è da un mese e mezzo caduto dentro un buco nero burocratico con protagoniste le Telco italiane) e di tecnologie non mature (ancor oggi entrare tecnicamente in rete non è semplice come accendere una televisione).
Il digital divide culturale è figlio di una scarsa propensione alla formazione permanente, al cambio di paradigmi continuo, alla difficoltà di accettare un predominio cutural-tecnologico non più appannaggio della vecchia europa.
Ma tutto ciò non frena i nostri entusiasmi e ogni nuovo servizio sul web, ogni nuovo cazzabubbolo tecnologico che interagisce con la rete ci fa pensare che la vita oggi è migliore di ieri.
L’entusiasmo enfatizza ed esalta innovazioni banalissime e scontate che ormai hanno decenni di maturata evoluzione e correzioni continue, tutt’ora in corso.
Dove vado a parare con questa analisi?
Sinceramente vedo la rete come un grande sistema di infrastrutture abilitanti che non è ancora riuscita a offrire servizi in grado di cambiare in meglio la vita di tutti i giorni.
Certo, la rete mi ha offerto innumerevoli benefici dal punto di vista delle relazioni (ma forse bastava girare il mondo con uno zaino e un sacco a pelo per conoscere più persone), mi ha offerto una molteplicità di strumenti per fare cose che prima delegavo ad altri (fotografo, musicista, giornalista, scrittore, pittore, venditore, architetto, poeta, viaggiatore………virtuale!).
Potrei elencare infiniti esempi di “complessità” indotte da questa grande sete di conoscenza e da questa grande opportunità di appagamento:
- Non vado in banca. Ma gestisco 4 conti on-line. Prima ne avevo uno.
- Non vado in agenzia di viaggi. Ma prima di scegliere un località leggo i feedback, faccio un tour visuale, attivo gli alert per avere il prezzo più basso e spesso mi ritrovo a passare giornate intere sulla rete prima di decidere per il meglio.
- Non compro più il giornale (a dire il vero lo compra ancora mia madre e lo leggo molto saltuariamente) ma la stessa notizia la posso confrontare su decine di testate on-line, blog e social network. Per poi accorgermi che, forse, era meglio ignorarla.
- Non vado più al cinema, quindi spendo meno e inquino meno. Ma se devo gustarmi qualcosa di videomediale non so se sia meglio la tv analogica generalista, quella digitale (satellitare o terrestre), quella in pay per view, la web tv, un divx sul pc o sulla tv. O forse è meglio una partita alla Vii, acquistare un film sullo store on-line o masterizzare un torrent.
- I miei dischi in vinile non ci sono più e le audiocassette sono in garage dentro a uno scatolone. Però ho tutta la serie degli iPod, persino in auto (il lettore CD non mi serve più). E ho tanti fili per ricaricarli e per ascoltarli, che si intrecciano dentro un cassetto in un abbracio mortale con quelli dei cellulari, del Tom Tom, di un vecchio mouse e di tutti gli USB, i mini USB, i firewire, ecc. E ogni volta che mi servono mi incazzo come una iena perchè perdo tempo a districarli.
- E ho un lavoro dovo posso decidere come condividere e pubblicare mille cose. Posso scegliere un CMS o un blog. Ma forse è meglio un portale. E un collaboration tool? Perchè no! Ma quale? Se dobbiamo modificare in tre quel documento possiamo scegliere uno dei 5000 servizi on-line, ma quale? Io uso quello, io mi trovo meglio con quest’altro e lui vuole una mail! Ma quante opportunità abbiamo? Ma c’è Waveeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!
- La mail, la mail, che grande rivoluzione. Son cortese ed educato, fino a quando reggo. Certo non scrivo più ne lettere ne cartoline e ho vinto un bel “mobile office” grazie all’invenzione del real time email. Puff!
Non vado oltre. Capisco perfettamente che l’elenco, e il delirio associato sono noiosi. Ma vorrei invecchiare con la consapevolezza che le cose cambieranno, che le macchine lavoreranno per noi e che ci lasceranno più tempo libero. Con la certezza che i nostri desideri verranno interpretati sempre positivamente e non confliggeranno mai con i problemi degli altri. Con la speranza che ci sarà, prima o poi, un qualcuno o un qualcosa che farà per me. Chiamatelo web 3, web 4, web semantico, internet degli oggetti, come volete, ma io sono stanco SOLO di partecipare.
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Vintage
Scritto da gigicogo in My Life, conoscenza il 29 dicembre 2009
Un bellissimo articolo su Techradar ci racconta la storia del modem, che è anche la storia delle BBS prima e di internet poi.

FIRST MODEM: AT&T’s 1958 modem. Not exactly your small, white unobtrusive box of today, is it? [Image credit: AT&T]
Mi vengono i brividi a pensare che il primo modem è stato sviluppato l’anno in cui son nato. E mi riporta ancora una volta a questo vecchio post, con la lacrimuccia :-)
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Aiatollah
Scritto da gigicogo in conoscenza, politica il 21 dicembre 2009
Internet Addiction Disorder
Scritto da gigicogo in conoscenza il 3 novembre 2009
L’ambulatorio dedicato all’Internet Addiction Disorder ha aperto i battenti ieri 2 Novembre 2009.
Il nuovo servizio, ospitato all’interno della struttura di Consultazione Psichiatrica (ambulatoriale e day hospital) coordinata dal Prof. Pietro Bia, presso il Policlinico Gemelli, ha l’obiettivo di curare la dipendenza patologica da internet, ovvero i disturbi del comportamento ossessivo verso il web.
Mi hanno incuriosito alcuni assunti: “ ….la prevalenza di questa patologia nella popolazione generale appare in aumento soprattutto nei giovani che vanno poi a coinvolgere le famiglie, su cui ricade il carico soggettivo e oggettivo del disturbo psichico. Per esempio, Facebook, il più famoso social network ha sessanta milioni di iscritti al mondo, e sono in continua crescita; si stima che circa il 10% degli utenti diventarne dipendente….”
Mumble, mumble, solo il 10%?
Come pure mi ha stupito l’elenco dei sette sintomi caratteristici della sindrome che, secondo me, sono spesso considerati comportamenti quasi del tuitto normali:
- il bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore “in rete” per ottenere soddisfazione;
- la marcata riduzione di interesse per altre attività che non siano internet;
- lo sviluppo, dopo diminuzione o sospensione dell’uso della rete, diagitazione psicomotoria, ansia, depressione, pensieri ossessivi su cosa accade on-line;
- la necessità di accedere alla rete con più frequenza o per più tempo rispetto all’inizio;
- l’impossibilità di interrompere o di tenere sotto controllo l’uso di internet;
- il dispendio di grande quantità di tempo in attività correlate alla rete;
- il perdurare dell’uso di internet nonostante la consapevolezza di problemi fisici, sociali, lavorativi o psicologici recati dalla rete stessa
Alzi la mano chi (fra gli abitanti della rete) non considera alcuni di questi comportamenti del tutto in linea con i tempi, gli stili di vita nonchè le professioni emergenti!
Se così non è, l’ambulatorio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30. Per accedere alla prima visita occorre prenotare telefonicamente, contattando i numeri 0630154332-4122.
Avanti il primo!
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Net Tv
Scritto da gigicogo in conoscenza, innovazione il 1 ottobre 2009

Arriveranno anche a voi i volantini di Mediaworld, Saturn, Trony, ecc. Bene stanno cercando di rivenderci la vecchia televisione perchè ora (non prima), ci si possono infilare le schede di rete e i dischi fissi e altri cazzabubboli!
La chiamano Net-Tv, Internet-Tv, Web-Tv e chi ha più fantasia vincerà.
I provider son sempre gli stessi. Yahoo in primis con i suoi widget, Microsoft, e poi gli altri a cominciare da Google che amplia il suo Tubo per le tv con scheda di rete.
A dire il vero, questi volantini ci spiegano anche che la tecnologia Led è migliore, perchè scalda meno, rende la tv più sottile e meno “contrastata”.
In pratica se abbiamo speso un migliaio di Euro l’anno scorso, ora ne dovremmo spendere altri duemila circa per avere la scheda di rete, i led, 14 HDMI invece di due e l’ultra figo HD super mega.
Io continuo ad attaccarci il Mac Mini e vivo felice con Boxee. Voi?
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Oblio
Onorevoli Colleghi! – La presente proposta di legge è finalizzata a riconoscere ai cittadini, già sottoposti a processo penale, il cosiddetto «diritto all’oblio» su internet, cioè la garanzia che – decorso un certo lasso temporale – le informazioni (immagini e dati) riguardanti i propri trascorsi giudiziari non siano più direttamente attingibili da chiunque.
L’autrice della proposta: http://it.wikipedia.org/wiki/Carolina_Lussana
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Silenzio
Scritto da gigicogo in conoscenza il 25 aprile 2009
Leggevo di convegni e studi sulla “vita lenta“. In effetti dobbiamo provare a riappropriarci di una certa calma. Provare a riflettere e, soprattutto ad ascoltarci.
Poi, a volte, dobbiamo imparare proprio a stare zitti. Completamente zitti. Perchè chi tace non sbaglia, non dice cazzate, non offende. E non è costretto a smentire, ribadire, correggere, ecc.





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