Ho meditato un paio di giorni sulla lettera di Celli e non nascondo che, di primo acchito, molte considerazioni mi sono apparse condivisibili anche se, secondo la mia modesta opinione, non sfiorano il nocciolo del problema. Celli porta a sostegno della tesi un paio di esempi-scempi economico/politici, un insalata di luoghi comuni (tronisti, veline, ecc.) e ovviamente un invito filantropico/paternalista (…il paese non ti merita). Troppo vago e troppo scontato caro Celli. Quello che non hai detto è che la generazione dei manager oggi insediati nelle stanze dei bottoni, è in gran parte figlia di un paradosso riconducibile (in buona parte) a un movimento che doveva migliorare le prospettive future e invece le ha soffocate: il 68! Gran parte dei
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