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Autorevolezza
Oggi lurkavo, su Friendfeed, un paio di discussioni sulla home page odierna del Corriere della Sera on-line, che vedete qui sotto.
Fra i commentatori ci sono, come è ovvio che sia in questi social network, anche esperti del settore, uomini di comunicazione, di marketing, ecc. Quasi tutti gridano allo scandalo!
La cosa mi sorprende un po’, e denota l’ennesimo paradosso. Chi si nutre di innovazione tecnologica dovrebbe lasciarsi trapassare dalle nuove dinamiche, specialmente se aderenti ai must del web sociale e dell’economia immateriale. Insomma è un BUZZ!
Mi spiego meglio. Come è possibile che da più parti si continui a dire che il mainstream deve cambiare e farsi avvolgere dagli strumenti e dai servizi (nonchè dai paradigmi) del web 2 e poi si gridi allo scandalo?
L’editore ha scelto di dare un enorme spazio a una pubblicità che, da un punto di vista comunicativo, è molto virale perchè connotata da grafica, loghi e strumenti web 2. Cosa c’è di male?
Se ciò, poi, serve a far sopravvivere anche i giornali di carta dei quali molti profetizzano l’imminente funerale, cosa c’è di male?
Mettere in risalto il brand di una banca che per prima, nel nostro paese, ha diffuso il concetto di home banking come opportunità per i consumatori e cardine dell’economia immateriale, non mi sembra un delitto.
Cioè, non capisco. Ma il cambiamento lo vogliamo o non lo vogliamo? Il rischio legato alla creatività, vogliamo lasciarlo percorrere da chiunque, o no?
A me sembra comunque una campagna di rottura, creativa e a suo modo virale, altrimenti non saremmo qui (e su FF) a discuterne.
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Sfruttamento
Scritto da gigicogo in Blog, blogger, conoscenza, creatività il 30 giugno 2009
Rileggendo il pezzo di PierLuca mi è tornato prepotentemente all’attenzione un tema che volevo dibattere alcuni mesi fa. Lo sfruttamento del blogger da parte del mainstream.
La frase di PierLuca, riferita alla campagna 10 domande di Repubblica: “….coinvolti solo per essere sfruttati come amplificatori del messaggio del quotidiano senza coinvolgimento e riconoscimento alcuno……”, riapre un tema che parte da lontano.
Già ai tempi della massima attenzione all’ormai agonizzante BB, scrissi che rilanciare (linkando e citando) gli articoli del mainstream, era un pratica diffusa che manifestava la sterilità di argomentazioni da parte della blogopalla.
Sia chiaro, faccio autocritica diretta, in quanto non riesco (e credo non riuscirò mai) a distaccarmi dalla lettura dei quotidiani on-line e dalla citazione (chi mi legge sa quanto ami Clipmarks). Ma invito (e mi autoimpongo) di ricercare qualcosa che vada al di là delle argomentazioni attorno a un tema determinato dall’attenzione, dallo stile e dalla diffusione propria del mainstream.
Adoro chi è immune a tutto ciò, io no. Ma rilevo che è davvero difficile scatenare conversazioni dalla coda lunga senza dover per forza citare o prendere spunto dal mainstream.
Più azzardata e interessante è la divagazione (ma direi considerazione da ripensare e rileggere) di PierLuca sullo “sfruttamento”. Io stesso, alcuni giorni, fa quando vidi il famigerato badge, fui portatore di cattivi pensieri.
Già Netmonitor mi sembra un gran marchettone che, in accordo con i reduci ostinati di BB, riesce a portare un po’ di traffico e di godimento ai blogger citati (l’ho riscontrato personalemnte prima dell’epurazione), ma come risultato primario amplifica e marketta l’opera editoriale di Repubblica. Punto!
L’originalità e la percezione di visioni e argomentazioni dalla coda lunga è una qualità rara, ma andrebbe coltivata con ostinazione (basta leggere a tal proposito le ottime motivazioni sul blog di Marco).
La ricerca di hub forti (blogger influenti o mainstream) non è una prassi vincente per proporre le proprie argomentazioni. Di solito riesce ad aumentare l’esposizione dell’autore nei palinsesti sociali solo nei primi mesi, ma poi determina un logoramento e una disaffezione pericolosa. Su questo dobbiamo ripensarci spesso. I nostri lettori sono ANCHE i blogger, non SOLO i blogger.
Come dice Marco, con passione e ostinazione, è il lettore che dobbiamo curare. Chi arriva dai motori di ricerca, chi arriva con il passa parola, chi frequentiamo in ambiti istituzionali (convegni, manifestazioni, studi) e al quale passimo l’indirizzo del blog come biglietto da visita, è il primo obiettivo della nostra passione.
My two cents, sull’argomento.



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