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Social media what?

via buzz del prestigioso :-)

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Social sto paio di ciufoli

Gli abitanti della rete, quelli della prima ora, avevano un bell’orticello e tutto sommato si trovavano a loro agio in un piccolo ecosistema ben perimetrato.

Certo la teoria dei 6 gradi di separazione affascina i nuovi entrati ma, ragazzi che fatica!
Fatica e gran perdita di tempo.

Molti della prima ora, hanno perimetrato le relazioni sui social network in modo speculare al loro blogroll. O quasi! Soluzione discutibile ma ovviamente soggettiva e non negoziabile.

Mi spiego meglio. Socializzare mi piace, ma deve darmi un ritorno, un valore di qualsiasi tipo. Ok, la mia parte social incide anche sulla mia reputazione reale, visto che ora può essere esposta da Big G in un contesto particolare. Social appunto!

Ok, ribadisco, lo accetto se mi torna qualcosa di utile. E non mi deve costare fatica.

Bene, ma adesso l’affare si complica, MALEDETTAMENTE! Google Real Time Search usa i miei contenuti e li espone in tempo reale. E’ questa una nuova forma di citizien journalism? O è questa la consapevolezza che gli UGC stanno superando (come quantità, non come qualità) i contenuti certificati dal mainstream?

Non lo so, non sono così intelligente da capire la battaglia editoriale sulla diffusione e sull’aggregazione contenuti liberi. Mi affascina l’effetto sociale di tutto questo ambaradan ma non capisco se sono usato! Non lo so ancora. Certo Big G si erge ad AGGREGATORE DI RIFERIMENTO DEI SOCIAL MEDIA!
Se lo fa, forse, ha capito che gli UCG hanno più appeal. Sono contenuti meno parrucconi!

Ma non rifiuto nemmeno l’ipotesi di Marco: “ipotesi di manovre fraudolente di pubblicazione di twit e post non propriamente autentici sui Social Media”.

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Guardacaso proprio in contemporanea all’uscita del Real Time Search di Big G, il faccialibro ci rammenta che siamo aperti come una cozza! E allora vai di lucchetto e di defollow!

Quindi? Quale etica, quale stile adottare?

Forse val la pena di giocare la partita. Purificare il proprio apporto di UCG eliminando flame, cazzeggio e deliri di onnipotenza per provare a dare un contributo a questo nuovo paradigma che vuole i contenuti generati dal basso PARIFICATI a quelli tradizionalmente certificati dalle emittenti top-down!

Oppure no. Chiudersi a riccio (perdendo un sacco di tempo nel ri-profilarsi) e scegliere un contesto meno globale. Rifiutare l’idea che i 6 gradi di separazione portino vantaggi reali e valore alle proprie relazioni.

Insomma, se da un lato si predica bene e si incita tutti ad entrare in questa socialsfera, dall’altro ORA, la cultura e la destrezza per tarare i mezzi e i servizi sono un obbligo. O non è per tutti, spiace dirlo!

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Social media sketch

3432898656 f534f9f098 b Social media sketch

Ci sono alcuni segmenti di questo lavoro che mi sembrano condivisibilissimi, come ad esempio la mancata contaminazione fra emozionale e razionale che, in ambito social media è un fattore trainante.

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Disintossicarsi un po’

imagescircle Disintossicarsi un po

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Spunti e divagazioni sul corporate…..

Avendo scritto molto su questo blog attorno al tema in oggetto, segnalo con piacere un ottimo pezzo di Pier Luca.

L’impresa va umanizzata e l’organizzazione interna dell’azienda adattata sia in termini di struttura che di coinvolgimento dei dipendenti. Più forte è il coinvolgimento, maggiore è la flessibilità, che serve alle performance collettive.

Troppo spesso ci si concentra sul mezzo non sul contenuto e le sue implicazioni. E’ ora che la cosiddetta visione olistica venga effettivamente applicata e non solamente declamata come avviene prevalentemente.

  blog it

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Sono social-impazzito

Oggi è arrivata una mail di Plaxo che annunciava il completo supporto in italiano del social network e ravanando un pochino in profondità mi sono accorto che la funzione “aggregatore” di Plaxo era un po’ lasciata allo sbando, per cui ho deciso di iniziare un censimento.

Non lo avessi mai fatto. Il delirio mi ha portato a gestire una pagina “social” su questo blog………e non so quando riuscirò a finirla.
Domanda da idiota: Ma pensate davvero che tutti questi servizi siano indispensabili? E quanti ne abbiamo aperti negli anni scorsi e prontamente dimenticati?

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