Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un incredibile sforzo, dei soliti giganti del web (Google, Yahoo, Facebook, ecc.), teso a riportare sul virtuale alcune dinamiche della socialità reale. Tutti gli studiosi, gli appassionati e gli addicted di social networking e dinamiche affini, hanno cercato di capire quale fosse il modo migliore per “abitare” questi nuovi spazi di aggregazione digitale, portando in dote usi e costumi della vita reale. Una migrazione di massa che molti vedono come effetto indotto del successo di Facebook. Invece è prevalso il contrario. Dai 140 caratteri degli SMS e poi di Twitter. Al lifestreaming (aggregare tutti i contenuti del web sociale e discuterne attorno), al tag e al like compulsivi imposti da Facebook, alla geolocalizzazione sociale
( Continua… )











