Articoli con tag veneto
Elezioni amministrative 2010
Italia, Veneto, 2010. Le nuove frontiere del marketing politico!

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La locomotiva d’Europa
Scritto da gigicogo in conoscenza il 16 marzo 2010
Alcuni anni fa si considerava il Veneto come il modello da seguire, da esportare, da emulare.
Una classe imprenditoriale virtuosa e capace, leader in Italia e fra le prime del continente.
C’è qualcosa di silenzioso, che passa in second’ordine sulla stampa o che non passa affatto. E’ una crisi strisciante che credo si trascinerà dietro tutto il paese.
Datemi del disfattista, del pessimista, quello che volete. Io qui ci abito e annuso l’aria.
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eDemocracy per la piena realizzazione della cittadinanza digitale
Scritto da gigicogo in eGovernment, edemocracy il 3 marzo 2010
Parlare di eDemocracy in Italia rischia spesso di diventare uno sterile esercizio didattico.
Non tanto in riferimento al tema della partecipazione o alle iniziative spontanee e gestite in autonomia da gruppi, comitati, associazioni, ecc.
Piuttosto, in riferimento alla capacità delle istituzioni di offrire direttamente strumenti di democrazia elettronica ai cittadini.
Il tema è caldissimo in tutto il mondo e spesso viene confuso con quello dell’eGovernment (ovvero la capacità delle pubbliche amministrazioni di offrire servizi di burocrazia digitale).
E’ anche vero che non tutte le istituzioni hanno compiti che si prestano alla partecipazione diretta. Spesso, esse devono rispondere a esigenze precise, riferite a servizi puntuali.
Un organo legislativo come il Consiglio Regionale del Veneto è il luogo ideale dove sviluppare un rapporto partecipato e chi ha colto questa opportunità e l’ha resa caso di successo, ha il plauso di tutti gli osservatori del settore. Compreso il bloggante.
Già ho raccontato del progetto Terzo Veneto e delle varie iniziative a supporto. Mi trovo ora a segnalare l’opera divulgativa che è stata pubblicata recentemente sotto il coordinamento dell’amico Luca De Pietro.
Il libro ripercorre le fase del progetto Terzo Veneto e ne favorisce la comprensione e la divulgazione di questo percorso con alcune analisi sulla ePartecipation (Cangemi) e sull’eDemocracy in Italia e nel mondo (De Cindio).
Sono molti gli spunti che possono aiutare chi opera nel Public Sector a muoversi con più sicurezza verso i nuovi paradigmi che ormai sono prossimi: Open Government, Open data, Gov. 2.0. Tutti temi che sembrano irragiungibili se, come unico parametro, usiamo la distanza geografica che ci separa dai paese anglosassoni. Con una capillare opera di acculturamento e di persuasione degli operatori del settore forse, anche in Italia si potrà esclamare: Oh My Gov!
p.s.: ho aggiunto il libro, alla collezione ForumPA di Anobii!
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La partecipazione è il sale della democrazia
Scritto da gigicogo in Senza categoria, eGovernment, edemocracy il 11 novembre 2009
Che ci azzecca un organismo regionale con il tema dell’eDemocracy? Piccoli Obama crescono?
Andiamo con ordine. Il tema è complesso e meriterebbe riflessioni più articolate e ambiti più prestigiosi di un singolo articoletto su un blog.
Sgombriamo inoltre il campo da un possibile conflitto di marketta :-) Il portale e i servizi di Terzo Veneto sono erogati dal Consiglio Regionale Veneto e non dalla Giunta per la quale il sottoscritto lavora. Certo, il cittadino qualunque nemmeno sa che esistono due Enti separati per gestire la macchina regionale e, anche per questo, Terzo Veneto è un operazione di trasparenza e di democrazia davvero encomiabile.
Perchè Terzo Veneto?
(L’ho chiesto al responsabile del progetto Remigio Ruzzante che da alcuni anni è impegnato a spargere il seme dell’eDemocracy nel territorio veneto).
“Eravamo convinti, e lo siamo ancora, che il Consiglio Regionale e i suoi compiti legislativi fossero quasi del tutto sconosciuti ai cittadini. Mi spiego meglio. Sappiamo benissimo che gli stackholder sanno perfettamente che il Consiglio Regionale legifera su materie di loro interesse ma, quasi sempre, la negoziazione avviene con modalità lobbistiche, grazie alle associazioni di categoria e ai loro rappresentanti direttamente eletti in Consiglio o in altri enti con cui il consiglio negozia politicamente e socialmente attraverso i lavori delle Commissioni. Tutto questo lavoro è praticamente sconosciuto ai cittadini e ancor di più ai giovani”
Ok, ma questo succede anche per lo Stato e per i Comuni. La gente sa che esistono degli organi, non sa bene cosa fanno, magari si confonde anche, e rimane comunque distaccata. Non esiste un obbligo nel comunicare e nel coinvolgere il cittadino alla conoscenza e alla partecipazione. Perchè lo fate?
“In effetti è vero. Lo Statuto è molto rigido e non contiene norme precise su questo tema. Tutto il tema dell’eDemocracy, d’altronde, è giovane per il nostro paese e non ci sono molti strumenti per farlo decollare e sentire come un vero “diritto”. Ma noi ci abbiamo provato lo stesso. Abbiamo preso la palla al balzo grazie ai progetti della Società dell’Informazione(MIT) che nel 2004 avevano riservato dei fondi per la sperimentazione di forme partecipate di democrazia nel nostro territorio. Lo abbiamo fatto, con entusiasmo e passione e, in quegli anni, è nato: eLaborando.
eLaborando ha permesso di sperimentre tre ambiti molto interessanti e, in particolare, ha sviluppato quello del Bilancio Sociale.”
In effetti il tema è molto caldo e suggestivo. Ricordo, a tal proposito, che anche la Regione Lazio è molto impegnata su questo tema. Quindi, senza il supporto dello Statuto o di altre norme, come avete fatto? Chi ha sostenuto questa incredibile opportunità?
“Devo dire che sono rimasto davvero molto sorpreso dalla sensibilità del Presidente e del Direttore Generale. Entrambi hanno capito da subito le molte opportunità che si presentavano e il cambio di passo e di paradigma che, specialmente le commissioni consiliari, avrebbero potuto fare, venendo incontro ai cittadini e facendo conoscere meglio il loro prezioso lavoro e il contributo che quest’ultimi avrebbero potuto portare.”
Avete avuto difficoltà iniziali?
“Certo, non c’era una struttura, ce la siamo inventata e abbiamo dovuto ricorrere ad appalti esterni per la creazione e la gestione dei vari siti e servizi. Pura passione e tanto lavoro di persuasione all’interno. Molta presenza ai convegni e ai work-shop per capire quanta domanda ci fosse e quanta aspettativa da parte dei cittadini. Tutt’oggi siamo considerati un piccolo ufficio di “sperimentazione”, un “pensatoio”, ma ciò non ci intimorisce, perchè il top management ci incita a proseguire.”
Negli ultimi anni, osservando il portale e seguendo i seminari che state proponendo sul territorio, le iniziative si son moltiplicate. Quali sono gli assi principali di intervento sui quali state lavorando?
“Oggi abbiamo una serie di strumenti di democrazia partecipata che ci permettono di coinvolgere diversi attori del territorio: L’AGENDA DELLE AUTONOMIE ON_LINE ad esempio, oppure CORO, l’ambiente web che consente la gestione on-line delle “consultazioni” relative ai Progetti di legge regionale, ma ancora CIVILLIFE dove parliamo e ascoltiamo i giovani con il loro stesso linguaggio. Ma anche BLA BLA BLA e ELECTION PLAY, per coinvolgere i giovanissimi e, soprattutto, le scuole nella costruzione della democrazia.
Abbiamo, inoltre, attivato tutti i canali socialmediali da Facebook a Youtube con grosse iniezioni di blogging nei vari servizi che Terzo Veneto offre.”
Ecco, blogging, social media e grande interesse a sviluppare dialogo anche su piattaforme sociali. Ho visto i Ning di Demotopia e di CivilLife. Siete quindi impegnati a “presidiare” anche i canali sociali, perchè?
“Siamo straconvinti che è compito dell’istituzione avvicinarsi al cittadino anche attraverso la conoscenza e la pratica dei “canali” che questo usa. Oggi il web sociale è un luogo dove si sviluppa l’eDemocracy e dove si sviluppa la conoscenza. Con Demotopia stiamo tentando di affrontare appunto il tema della democrazia elettronica ed anche per questo siamo interessatissimi al Manifesto dell’Amministrare 2.0 e vorremo essere fra i primi firmatari”
Cosa ti aspetti ora?
“Abbiamo molto consenso attorno, e questa è un iniezione di fiducia giornaliera che ci stimola ad andare avanti. Sono fioccati diversi premi e riconoscimenti e ci stiamo muovendo anche in campo europeo conpartecipando a reti di democrazia partecipata come PEP-NET. Ora ci manca solo tempo, persone e qualche finanziamento, perchè da fare c’è molto e quando lo fai per la democrazia non è mai abbastanza”.
Ci vediamo il 20 Novembre al Futurcenter Telecom per il convegno di Demotopia.



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