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Esperimento innovativo a Venezia con MIT Mobile Experience Lab
Scritto da gigicogo in conoscenza, venezia il 24 giugno 2009
Il “MIT Mobile Experience Lab” sta cercando volontari (turisti o residenti a Venezia) per partecipare ad un esperimento innovativo, dal 3 al 10 luglio 2009, proprio nella città lagunare.
Il test sarà effettuato in una singola giornata (la durata sarà variabile) e consisterà nell’utilizzo di una guida multimediale alla città. Tutti gli utenti che parteciperanno riceveranno contestualmente un accesso gratuito alla rete WiFi comunale e un gadget dell’iniziativa Cittadinanza Digitale della Città di Venezia.
Le modalità di accesso e ulteriori informazioni sul progetto sono reperibili su: http://locast.mit.edu.
Questa iniziativa che rientra a pieno titolo fra quelle organizzate dal Comune di Venezia e fortemente spinte dal Vicesindaco Michele Vianello, è svolta In collaborazione fra RAI Nuovi Media e il MIT Mobile Experience Lab che conduce ricerche avanzate sul futuro dei contenuti per dispositivi mobili in relazione agli spazi urbani.
La visione di questo progetto, vede RAI – TV Broadcast come un attore che può ripensare il suo ruolo in funziona di creatore di format innovativi e servizi avanzati da fruire attraverso gli smartphones di nuova generazione all’interno dello scenario globale introdotto dalla rivoluzione dei Nuovi Media.
Locast, invece, è una piattaforma innovativa per la condivisione e la scoperta di contenuti multimediali location-based che possono essere generati dagli utenti oppure d’autore quindi messi a disposizione dall’archivio storico di RAI. Questi contenuti possono essere localizzati e fruiti usando una combinazione di componenti Mobile e Wearable a loro volta supportati da una applicazione Web distribuita.
http://www.vimeo.com/5208454Ciascuno dei contenuti degli utenti e dell’archivio RAI presenti nel sistema Locast è associato a un luogo fisico specifico della città di Venezia.
L’obiettivo del progetto si concentra sull’unicità delle città d’arte italiane – patrimonio mondiale di cultura come Venezia – a cui sovrappone uno strato virtuale d’informazione che è composto dalla memoria storica condivisa dell’Italia recente: gli archivi RAI.
Prendendo spunto dal valore profondo dei Nuovi Media, RAI propone attraverso Locast, uno strumento di espressività che permette agli utenti di creare contenuti propri, di narrare le proprie storie e, in generale, di partecipare al processo di produzione mediale. Locast, infatti, offre sia gli strumenti per la costruzione di itinerari personalizzati, che la possibilità di scaricare contenuti in prossimità dei punti d’Interesse per poi fruirli sul proprio dispositivo. Inoltre, permette di caricare nuovi video sul sistema, per seguire itinerari raccomandati, modificarli e infine per condividere la propria esperienza in tempo reale con amici e parenti a casa.
Locast esplora le potenzialità del location-based narrowcasting e coinvolge attivamente gli utenti nel processo di media production/consumption insieme a un colosso del calibro e del valore storico di RAI TV. Il progetto cerca di spostare il centro dell’innovazione da concetti ormai ampiamente assimilati come il Web2.0, verso scenari più promettenti come quello dello Space2.0 – che mantiene le caratteristiche fisiche e socio-culturali delle città italiane d’arte ma che ne aumenta il potenziale grazie agli strumenti messi a disposizione dal Pervasive Computing.
Insomma, il 3 Luglio fra Bateocamp, Caccia al tesoro e contest vari (nelle prossime ore annuncerò quello di SUN), Venezia diventa, IMHO, capitale italiana dell’innovazione digitale.
Con questo post spero venga colta la necessità di diffusione e coinvolgimento dei geek che abitano la rete per il successo di iniziative che possano trainare l’innovazione. Venezia è un brand indiscusso, ma queste cose si possono fare ovunque.
E ora aspettiamo a Venezia i “volontari” :-)
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Auguri Venezia
Scritto da gigicogo in My Life, eGovernment, innovazione, web 2.0 il 25 marzo 2009
Si narra che il 25 Marzo sia il compleanno di Venezia.
Secondo il Chronicon Altinate (XI secolo), il primo insediamento a Venezia sulla Riva Alta (Rialto) risale al 25 marzo del 421 con la consacrazione della chiesa di San Giacometo sulle rive dell’attuale Canal Grande.
Quindi, tanti auguri!
Ma questo è solo lo spunto per un paio di riflessioni maturate nelle prime ore mattutine in laguna e che riguardano la mia bella Venezia e il suo comune (o meglio Comune con la “C” maiuscola).
Sull’autobus da Mestre verso Venezia, ascoltavo le consuete lamentele sui “lavori in corso“. In effetti, per chi non conosce la realtà del nostro comune, da un paio di anni sono attivi diversi cantieri che stanno stravolgendo la viabilità adeguandola, finalmente, a tutti i cambiamenti succedutesi negli ultimi anni: riconversione di Porto Marghera, bretella per l’Areoporto, passante di Mestre, nuovo tram cittadino, ecc. ecc.
In effetti, va detto che ci sono tanti lavori in corso: nuovi ponti, nuovi sottopassaggi, nuove direttrici e nuovi poli artigianali, industriali e universitari. E tutti in contemporanea.
Ma la protesta monta perchè il disagio dei lavori non è ben sopportato e, come sempre, le categorie economiche sono le prime a lamentarsi e i partiti di opposizione i primi a raccogliere e sfruttare il malcontento. Ma così va il mondo. Anzi no, così va l’Italia!
Rimurginavo fra me e me su questo malcontento chiedendomi come mai partiti come la Lega, e la PDL cavalcano questo disagio quando in campo nazionale predicano il modernismo e il tirarsi su le maniche come unico modo per uscire dalla crisi. Il loro leader, anche ieri, ha ribadito che bisogna far strade, ponti, infrastrutture e allargare anche le case di proprietà. Cantieri insomma. Cantieri per la ripresa.
Eppure a Venezia non va bene. Forse perchè Lega e PDL sono conservatori e anti-modernisti? Forse perchè lo sta facendo la sinistra? Forse si! E forse perchè, come sempre, in Italia siamo soggetti alla sindrome di NIMBY.
E’ difficile che un qualsiasi soggetto economico (artigiano, commerciante, ecc.) rinunci a un solo giorno di introiti programmati per i benefici di “sistema“. A lui frega niente del tram o del sottopassaggio. Lui vede solo la perdita di clientela. E’ modernismo questo?
Non si parla forse di fondi di solidarietà? A senso unico però!
Certo il periodo non è dei migliori e a Venezia si sconta l’effetto crisi sommato all’effetto disagio. Ma, come diceva stamani un caro amico che ho trovato davanti al Comune: “alla lunga la politica del fare non paga e l’opposizione sta cavalcando il disagio per conquistare Ca Farsetti“.
Vedremo! Staremo a vedere, intanto il secondo tema di riflessione è legato all’innovazione.
Infatti, mentre facevo anticamera per entrare in un ufficio del Comune, ho ascoltato il dialogo fra due uscieri che si lamentavano della de-materializzazione. Ok, non parlavano in questi termini, ma il problema era lo statino-stipendio che non arrivava più a casa per posta, con il solito supporto cartaceo.
L’usciere A aveva smarrito la password per collegarsi al computer e scaricare lo stipendio e se la stava prendendo con il mondo asserendo che “si stava meglio quando si stava peggio“. Mentre l’usciere B se la prendeva con tutte queste innovazioni che “servono solo a far girare la ruota“. In pratica se la prendeva con il Comune più virtuoso d’Italia che ha fatto dell’innovazione e della rete i suoi cavalli di battaglia (basta scrivere” amministrare 2.0″ o “Venice Connected” su Google, oppure cliccare su questo link, per capire quanti progetti innovativi sta portando avanti il Comune di Venezia).
Ma la questione è sempre la stessa. Il modernismo e l’innovazione sono visti anche da altre prospettive. Non solo da quelle dei progettisti e dei gestori. E qui sorge il problema. Se chi deve servirsi del modernismo e dell’innovazione non la capisce, allora il suo consenso mancherà.
Ok, queste cose sono orribili e io per primo non le capisco, ma tra il fare e il non fare cosa scegliamo?





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