Articoli con tag wave

Prima impressione

Da oggi, Google Buzz sta letteralmente sconvolgendo le abitudini dei social addicted. Tutti quelli che son stati early adopters su Twitter e su Friendfeed, si stanno chiedendo come sarà il domani.

Google buzz logo Prima impressione

Buzz allarga, allarga, allarga da morire. Il Lifestream non sarà più come prima. Milioni di potenziali utenti di Gmail potrebbero entrare nel giro solo come curiosi oppure come nuovi “abitanti” della parte più social del web. Poi si ristabiliranno i confini, i cluster, le nicchie. Forse. O forse non più.

Lo scopriremo nei prossimi giorni, esplorando e apprendendo meglio le potenzialità.

Oggi a pranzo con un manager di Google Italia si parlava anche di questo e lui mi diceva che Wave sarà tragettato completamente nelle Google Apps per rendere interattiva la collaboration aziendale e inserirsi nel panorama più ampio della unified e real time communication. Buzz sarà per le masse, per portare nel social web anche la casalinga di Voghera. Wave per il business.

Da stasera Big G mi fa  un po’ più paura.

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Wave. Se ci sei batti un colpo!

Un po’ Facebook (secondo il WSJ) , un po’ Twitter (secondo Rww ) un po’ qualcosa che non sia Wave, ma che sia più social!

Così immaginano the next Gmail!

Forse perchè Wave non se lo fila più nessuno?

zVn91 Wave. Se ci sei batti un colpo!

(via)

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Avanti un altro

Dopo Wave dovrei accingermi a curiosare anche su Raindrop?

Raindrop – Automatically Organize / Identify Messages by Type from Mozilla Messaging on Vimeo.

Messaggistica, conversazioni, real-time collaboration. Fino a qualche mese fa ero convinto che il vero business fosse la Unified Communication.

Mi son forse sbagliato?

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L’onda anomala

Mi ero promesso di non scrivere nulla su Wave per il semplice fatto che mi sento troppo “digital immigrant” per esprimere un giudizio non condizionato dalle esperienze precedenti in rete.

E questo, forse, è il primo scoglio da superare nell’approcciarsi a Wave. Non è un Forum, non è una Chat, non è un sistema di mail, non è un sistema di ……..

Insomma diciamo che consolida e cambia radicalmente i pilastri di una ancora giovane categoria di strumenti, quella della “real time collaboration“. O almeno così credo. Vediamo subito dove l’onda si infrange:

  • Manca una localizzazione del Help center
  • Il Forum di supporto (in inglese) è ancora poco abitato
  • Il video ufficiale è davvero minimalista
  • Il primo impatto è devastante perchè senza contatti con cui collaborare è del tutto inutile

Quindi? Dr. Wave (un simpatico buffo personaggio che sembra uscito da un film di Mel Brooks) definisce Wave: “NEW TOOL FOR REAL TIME COMMUNICATION AND COLLABORATION” (Un nuovo strumento per comunicare e collaborare), e ne elenca i campi di applicazione più naturali:

  • Discutere
  • Lavorare
  • Comunicare

con colleghi e amici in un ambiente “condiviso”. Quindi l’essenza stessa della collaborazione in rete. E qui entra decisamente in concorrenza con molti sistemi industriali e non (Sharepoint e Al Fresco tanto per indicarne un paio) ma, con la fondamentale differenza e peculiarità di presentarsi come servizio di cloud computing. Dunque gestito on the cloud senza installazioni presso la propria server farm.
E qui altre considerazioni sono d’obbligo per immaginare uno scenario Enterprise aziendale. Infatti, Wave si predispone come un qualcosa che non è più confinabile come semplice servizio di Google on the cloud, ma come architettura federabile grazie alla quale le aziende potranno configurare un proprio ecosistema Wave ed eventualmente interconnetterlo con altri.

 Londa anomala

Ma andiamo con ordine e vediamo i presupposti di base per poterci trarre il massimo dei benefici: Innanzi tutto popolare la lista dei contatti (senza contatti Wave è inutile).

contatti wave

Per fare ciò, è sufficiente aggiungere il nome del contatto (di solito nomeutente@googlewave.com) e poi utilizzare la solita modalità di popolare i contatti sfogliando fra i contatti dei propri contatti (come su twitter, FB o FF tanto per capirsi). Non ho ancora capito perchè non @gmail.com….ma in calce a questo post, forse, ho fatto la quadra :-)

E questa è solamente la modalità “sociale”. Wave si predispone (e forse si preconfigura) anche per creare “cluster chiusi” su progetti o attività. Quindi comunità chiuse con contatti riservati. Leggendo le prime discussioni dentro Wave, infatti, molti dei miei contatti stanno decisamente evitando di usare Wave come un clone di Friendfeed. Non avrebbe alcun senso. Altri, più talebani, stanno dichiarando di volerlo usare SOLO per lavoro e non per cazzeggio. Il tempo dirà……, ovviamente, quale sarà il campo di applicazione più gettonato.

Il cuore di Wave, è il Wave stesso. Un Wave può essere definito un progetto, una discussione, un work-space, un applicazione, ecc. Insomma un punto di partenza dove iniziare la collaborazione.

Il bello del Wave è che il concetto di “real time collaboration” si evince subito dalla modalità sincrona che è percebile con la diretta visione della battitura delle parole. In pratica si vede la composizione delle frasi e dei concetti mentre il nostro contatto le sta digitando.

Nelle Wave (o nei Wave, fate voi …) si possono aggiungere dei gadget. Piccole applicazioni di Google che permettono di ampliare le funzioni collaborative con delle mini procedure precompilate o con dei mash-up.

gadget

Sinora le ho inserite sfogliando la directory di Google e copiandone la url con l’estensione “.xml” dentro la box di Wave. Un po’ tortuoso, ma sembra funzionare solo per alcune, e ancora non ne ho capito il perchè. Spero che in seguito i gadgets applicativi vengano resi disponibili da di dentro al Wave, attraverso un sistema di ricerca degno di questo nome.

Un altra funzione intrigante è il Drag&Drop delle immagini dentro i Wave. In pratica le immagini si buttano letteralmente dentro la discussione.

La forza di Google sta nel suo DNA naturale: La ricerca. Quindi ogni wave è indicizzato, è ricercabile è conservabile. Questo, per ora sembra un po’ sottovalutato, ma se pensiamo a quante volte nella gestione di un progetto ci siamo accorti che ciò che è stato detto poi non è stato fatto, ecco che avere tutte le discussioni, le applicazioni, i brainstorming e le comunicazioni fra i protagonisti gestite, archiviate e ricercabili, apre uno scenario nuovo.

Intanto crescono i gruppi autonomi (Oooops i WAVE) di sostegno, aiuto e diffusione allo strumento, nell’ottica della collaborazione, ovviamente:

Impressioni a caldo. Innovativo, curioso, intrigante, complesso (non complicato). La scommessa sta tutta sulla capacità di persuadere che le comunicazioni sono sempre più sincrone. Un giorno scrissi che anche la email (nella sua versione push) presuppone un adattamento alla fruizione e gestione sincrona. Ecco Wave mi sembra partire da questo concetto per portare un nuovo paradigma nella collaborazione e nella gestione dei progetti. Si fa tutto in modalità sincrona e non si perde traccia di nulla. Ci pensa Google.

Estensioni applicative e interoperabilità:

Capitolo nuovo e intrigante. Come per i gadget è auspicabile che Wave interoperi con tutti i servizi della prima generazione del cloud? Oppure è auspicabile che diventi un ecosistema autoconsistente e chiuso nel suo paradigma di riferimento?

Lo scopriremo solo vivendo :-)

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Tutti pazzi per Wave

Leggendo blog e conversando sui vari social network, oggi ci si rende conto che Big G ha fatto un altra grande operazione di viral marketing, creando molta curiosità, grande attesa e parecchia ansia.

Wave sembra la soluzione definitiva a tutti i bisogni di condivisione e soprattutto di lifestreaming conversation.

C’è chi grida al miracolo, chi già immagina di adottarlo come piattaforma di corporate social networking (se davvero come dice Alberto, lo si potrà boxare sulla propria Intranet). Chi lo adora perchè è “open”, chi lo definisce “impressionante”, chi afferma che “spazzerà via tutti”… e mille altre lodi sperticate.

Per carità, non voglio fare la parte del detrattore perchè proprio ieri ho elucubrato a lungo sulle “conversazioni”, e son sicuro che Big G continuerà a stupirci ma, sono molti, moltissimi i progetti falliti. Quindi?

Gran calma :-)

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