E’ stato seppellito, abbiamo recitato il de profundis, R.I.P. Ma ora viene riesumato in Shared Spaces. Se volete provarlo, basta attivarlo da questo link . Dentro ci trovate la logica dei gadget di Wave….mah! Ho fatto un giochetto e l’ho sparato su Twitter. IMHO: utilità, zero virgola. Staremo a vedere. Tweet
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Calma piatta
Doveva essere l’onda che tutto travolgeva e spiace aver profetizzato il contrario! Addio Wave Tweet
Wave. Se ci sei batti un colpo!
Un po’ Facebook (secondo il WSJ) , un po’ Twitter (secondo Rww ) un po’ qualcosa che non sia Wave, ma che sia più social! Così immaginano the next Gmail! Forse perchè Wave non se lo fila più nessuno? (via) Tweet
Avanti un altro
Dopo Wave dovrei accingermi a curiosare anche su Raindrop? Raindrop – Automatically Organize / Identify Messages by Type from Mozilla Messaging on Vimeo. Messaggistica, conversazioni, real-time collaboration. Fino a qualche mese fa ero convinto che il vero business fosse la Unified Communication. Mi son forse sbagliato? Tweet
L’onda anomala
Mi ero promesso di non scrivere nulla su Wave per il semplice fatto che mi sento troppo “digital immigrant” per esprimere un giudizio non condizionato dalle esperienze precedenti in rete. E questo, forse, è il primo scoglio da superare nell’approcciarsi a Wave. Non è un Forum, non è una Chat, non è un sistema di mail, non è un sistema di …….. Insomma diciamo che consolida e cambia radicalmente i pilastri di una ancora giovane categoria di strumenti, quella della “real time collaboration“. O almeno così credo. Vediamo subito dove l’onda si infrange: Manca una localizzazione del Help center Il Forum di supporto (in inglese) è ancora poco abitato Il video ufficiale è davvero minimalista Il primo impatto è devastante
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Tutti pazzi per Wave
Leggendo blog e conversando sui vari social network, oggi ci si rende conto che Big G ha fatto un altra grande operazione di viral marketing, creando molta curiosità, grande attesa e parecchia ansia. Wave sembra la soluzione definitiva a tutti i bisogni di condivisione e soprattutto di lifestreaming conversation. C’è chi grida al miracolo, chi già immagina di adottarlo come piattaforma di corporate social networking (se davvero come dice Alberto, lo si potrà boxare sulla propria Intranet). Chi lo adora perchè è “open”, chi lo definisce “impressionante”, chi afferma che “spazzerà via tutti”… e mille altre lodi sperticate. Per carità, non voglio fare la parte del detrattore perchè proprio ieri ho elucubrato a lungo sulle “conversazioni”, e son sicuro che
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